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“Cosa ha fatto a Trump”. Mondiali: il calciatore spagnolo, choc al momento della premiazione dopo la finale. Tutti gelati

Le parole dell’attaccante alla vigilia della finale

Il comportamento di Iglesias durante la premiazione era stato in parte anticipato dalle parole pronunciate in un’intervista a Panenka. Alla domanda su come avrebbe affrontato il momento del saluto a Trump, il giocatore aveva risposto con ironia, esprimendo al tempo stesso la propria posizione.

“Non voglio finire in prigione”, ha detto Iglesias, rispondendo a una domanda sul momento in cui sarà ‘costretto’ a salutare Trump, “spero di salutarlo in un momento in cui saremo felici, che possa passare in fretta così da dimenticarmene quanto prima”.

L’attaccante aveva precisato di non voler trasformare la circostanza in una contestazione pubblica. Aveva inoltre ricordato che le sue opinioni sono note da tempo.

“Certe cose a volte bisogna farle e basta, non è il momento di creare polemiche”, ha continuato l’attaccante del Celta Vigo, “la gente conosce bene la mia opinione. Vorrei fare tante cose, ma la realtà è diversa. Molti pensano che sono onnipotente, ma non ho il potere per affrontare certe cose. È complicato”.

Claudia Sheinbaum con il re e la regina di Spagna

L’impegno pubblico di Borja Iglesias

Nel corso degli anni, Iglesias si è espresso più volte su questioni sociali e politiche. Il calciatore ha preso posizione contro il razzismo, l’omofobia e le discriminazioni, utilizzando anche gesti simbolici durante la sua attività sportiva.

Dopo l’uccisione di George Floyd, il centravanti si era dipinto le unghie di nero. In seguito aveva scelto colori arcobaleno come segno di sostegno alla lotta contro l’omofobia. Quei gesti avevano provocato insulti sui social e negli stadi, ma anche manifestazioni di solidarietà: numerosi sostenitori del Celta Vigo e alcuni compagni di squadra si erano presentati con le unghie dipinte.

La posizione sulla Palestina e le reazioni

Negli ultimi mesi, l’attaccante spagnolo si è inoltre schierato pubblicamente a favore della Palestina, intervenendo sulla situazione nella Striscia di Gaza. Alla luce di questo percorso, una parte delle reazioni online ha collegato il breve saluto a Trump alle posizioni già espresse dal giocatore.

Durante la cerimonia non si sono verificati gesti di protesta né interruzioni del protocollo. Resta il fatto che la stretta di mano rapida, lo sguardo rivolto altrove e il successivo sorriso a Claudia Sheinbaum hanno reso il passaggio di Borja Iglesias uno degli episodi più commentati della premiazione della Spagna campione del mondo.

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