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“Cosa ha mangiato prima di morire”. Federica Torzullo, il clamoroso dettaglio dall’autopsia: cambia tutto 


Autopsia su Federica Torzullo: cosa emerge dagli esami

Dagli accertamenti compiuti dal medico legale, e citati anche da Repubblica, è emerso un particolare ritenuto potenzialmente decisivo: nello stomaco e nell’intestino di Federica Torzullo sarebbero stati individuati residui alimentari ancora in fase di digestione, cioè in pieno processo di chimizzazione. Questo elemento indicherebbe che la donna aveva consumato un pasto non molto tempo prima del decesso.

La presenza di cibo parzialmente digerito viene considerata dagli esperti un indicatore significativo per la stima dell’orario della morte. Se i successivi esami di laboratorio, inclusi quelli a cura del Ris, dovessero confermare che si trattava di alimenti riconducibili alla cena dell’8 gennaio, l’orario del decesso di Federica Torzullo potrebbe essere collocato nella fascia serale di quel giorno, e non più verso le 6:30 del 9 gennaio come sostenuto dall’indagato.

Una diversa collocazione temporale della morte comporterebbe una revisione complessiva della cronologia degli eventi. Gli inquirenti stanno analizzando con attenzione le abitudini alimentari della famiglia, l’orario presunto della cena e i menù di quella sera, anche attraverso le testimonianze di parenti e conoscenti, per comprendere meglio se il contenuto gastrico sia effettivamente compatibile con il pasto serale.

Gli specialisti incaricati dell’autopsia di Federica Torzullo stanno inoltre effettuando valutazioni integrative su temperatura corporea, rigidità cadaverica e altre variabili biologiche che, incrociate con i dati sulla digestione, permetteranno di definire con maggiore precisione la finestra oraria del decesso. Solo al termine di queste analisi sarà possibile stabilire un quadro medico-legale completo.


La versione di Claudio Carlomagno e i punti da chiarire

La dichiarazione resa da Claudio Carlomagno agli investigatori colloca l’omicidio nelle prime ore del mattino del 9 gennaio. L’uomo ha riferito di aver colpito la moglie intorno alle 6:40, in un contesto di forte tensione legata al paventato rischio di una separazione e alle relative conseguenze sull’affidamento del figlio minore. Questa versione è stata ritenuta sin da subito parziale e da verificare, soprattutto alla luce delle successive risultanze scientifiche.

Secondo la ricostruzione riportata nell’ordinanza, dopo il presunto gesto, Carlomagno avrebbe gestito in autonomia le ore successive, fino al momento in cui, stando alle ipotesi investigative, avrebbe trasportato il corpo della moglie nel bagagliaio dell’auto. Il lavoro degli inquirenti si concentra sull’esatta scansione temporale di questi movimenti, acquisendo filmati di videosorveglianza, tabulati telefonici e dati relativi alla localizzazione degli apparecchi elettronici.

L’eventuale spostamento dell’orario del decesso alla sera dell’8 gennaio, suggerito dalle prime indicazioni dell’autopsia di Federica Torzullo, imporrebbe una revisione critica della narrazione fornita dall’indagato. Questo renderebbe necessario chiarire dove si trovassero il marito, il figlio e i familiari nelle ore serali e notturne, quali contatti telefonici siano intercorsi e se vi siano state presenze o movimenti non ancora del tutto spiegati.

In questo contesto, la Procura sta valutando anche la coerenza tra la confessione iniziale e altri elementi oggettivi, come i dati raccolti nelle perquisizioni, gli eventuali segni di colluttazione, i risultati delle analisi sui campioni biologici e le testimonianze rese dai vicini di casa e da quanti avrebbero avuto modo di vedere o sentire qualcosa nelle ore cruciali.

La figura del padre e i nove minuti al citofono

Un passaggio ritenuto particolarmente rilevante dagli investigatori riguarda il comportamento di Pasquale Carlomagno, padre di Claudio. Secondo gli elementi raccolti, l’uomo sarebbe rimasto al citofono dell’abitazione del figlio per circa nove minuti, dalle 7:08 alle 7:17 del 9 gennaio. Subito dopo questo lasso di tempo, in base alla ricostruzione investigativa, Claudio Carlomagno avrebbe lasciato l’appartamento con il corpo di Federica Torzullo collocato nel bagagliaio dell’auto, circa 18 minuti più tardi.

Gli inquirenti stanno cercando di comprendere con precisione che cosa sia accaduto in quell’intervallo e se il padre fosse a conoscenza della situazione reale all’interno dell’abitazione. L’attenzione è rivolta alla dinamica del colloquio al citofono, alle parole eventualmente scambiate e all’eventuale ingresso o meno di Pasquale Carlomagno in casa in quel frangente.

Parallelamente, vengono esaminati i movimenti del padre nelle ore precedenti e successive, verificando se vi siano elementi che possano collegarlo, anche indirettamente, alla gestione dei momenti immediatamente successivi alla morte di Federica Torzullo. Le forze dell’ordine stanno acquisendo testimonianze, verificando eventuali telefonate e controllando le celle telefoniche agganciate dal suo cellulare per delineare un quadro il più possibile dettagliato.

L’obiettivo degli inquirenti è accertare se il coinvolgimento di Pasquale Carlomagno si sia limitato a una presenza casuale e inconsapevole, oppure se vi siano profili di consapevolezza maggiori rispetto a quanto finora dichiarato. Su questo punto, tuttavia, le valutazioni sono ancora in corso e saranno integrate con i successivi esiti degli accertamenti tecnici.

Ritratto di Federica Torzullo prima del delitto

La misteriosa sagoma in via Costantino

A rendere ancora più complesso il quadro investigativo vi è anche l’individuazione di una figura ripresa dalle telecamere di sorveglianza in via Costantino alle ore 14:17. Si tratta di una persona la cui identità non è stata ancora accertata, e che compare in un orario considerato sensibile per la ricostruzione complessiva della giornata successiva alla scomparsa di Federica Torzullo.

Gli investigatori stanno analizzando tutte le immagini disponibili per stabilire il tragitto seguito da questa persona, verificare se abbia avuto contatti con l’abitazione della coppia o con luoghi in qualche modo collegabili al caso. L’analisi dei fotogrammi, unita a eventuali testimonianze della zona, potrà chiarire se si tratti di un passante occasionale o di una presenza rilevante per l’inchiesta.

La valutazione di questo elemento si innesta su una cronologia che, alla luce dei risultati preliminari dell’autopsia su Federica Torzullo, presenta alcuni punti ancora da definire. Ogni presenza rilevata dalle telecamere nelle aree di interesse, soprattutto nelle ore immediatamente precedenti o successive agli orari chiave individuati dai consulenti tecnici, viene pertanto sottoposta a verifiche accurate.

Le forze dell’ordine stanno inoltre confrontando questi dati con i percorsi effettuati dall’auto di Claudio Carlomagno, ricostruiti attraverso i filmati delle telecamere di sicurezza e gli altri strumenti di indagine disponibili. L’incrocio di queste informazioni potrà contribuire a una ricostruzione più precisa degli spostamenti di tutte le persone coinvolte.

Orario della morte e residui di cibo: gli interrogativi aperti

Uno dei punti centrali dell’inchiesta ruota attorno a una domanda ben precisa: i residui di cibo rilevati nello stomaco di Federica Torzullo sono riconducibili a una colazione o a una cena? La risposta a questo interrogativo ha un impatto diretto sull’orario della morte e, di conseguenza, sulla credibilità della ricostruzione fornita da Claudio Carlomagno.

Per chiarire questo aspetto, i consulenti medico-legali stanno prendendo in considerazione diversi fattori: la tipologia degli alimenti ingeriti, il loro stato di digestione, il tempo medio di permanenza nello stomaco e nell’intestino, nonché le specifiche condizioni fisiologiche della vittima. Solo una valutazione integrata di tutti questi elementi permetterà di arrivare a una conclusione attendibile.

Gli inquirenti stanno inoltre acquisendo informazioni sulle abitudini familiari legate ai pasti, sugli orari usuali della cena e della colazione, e sugli alimenti effettivamente consumati da Federica Torzullo l’8 gennaio. Le testimonianze e gli eventuali riscontri documentali, come scontrini o ordini di cibo a domicilio, verranno confrontati con i risultati scientifici dell’autopsia.

In questa fase, il dato relativo all’ultimo pasto non viene considerato isolatamente, ma inserito in un quadro più ampio che comprende le temperature ambientali, le condizioni in cui è stato rinvenuto il corpo, i tempi di intervento dei soccorsi e le risultanze degli altri esami tecnici. L’obiettivo è arrivare a una definizione il più possibile precisa del momento del decesso, elemento fondamentale per la valutazione di ogni responsabilità.

Fotografia di Federica Torzullo in un contesto familiare

Le prossime mosse dell’inchiesta su Federica Torzullo

L’indagine sulla morte di Federica Torzullo prosegue quindi su un doppio binario: da un lato l’approfondimento scientifico, con gli ulteriori accertamenti autoptici e di laboratorio, dall’altro la verifica sul campo di tutte le dichiarazioni rese finora, a partire da quelle di Claudio Carlomagno. La Procura attende la relazione completa dei medici legali per avere un quadro definitivo sull’orario del decesso.

Parallelamente, gli investigatori stanno continuando a raccogliere prove documentali e testimonianze, a rivedere i filmati delle telecamere di sorveglianza e a esaminare i dispositivi elettronici sequestrati, compresi telefoni cellulari e computer. Ogni nuovo tassello viene confrontato con quanto già emerso, per individuare eventuali contraddizioni o conferme rispetto alla versione dell’indagato.

Il femminicidio di Federica Torzullo ha posto al centro dell’attenzione pubblica temi come la violenza domestica, la tutela delle vittime e il ruolo delle indagini scientifiche nella ricostruzione dei fatti. In questo caso, l’analisi dell’ultimo pasto e dei residui di cibo nello stomaco rappresenta un esempio concreto di come i dettagli medico-legali possano incidere in modo significativo sulla definizione delle responsabilità penali.

In attesa degli esiti definitivi degli esami e delle eventuali ulteriori decisioni dell’autorità giudiziaria, il procedimento resta aperto e in costante evoluzione. Saranno i risultati dell’autopsia su Federica Torzullo e l’analisi incrociata di tutti i dati raccolti a delineare in modo compiuto la dinamica di una vicenda che presenta ancora numerosi punti da chiarire.

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