Il delitto di Garlasco continua ad alimentare confronti particolarmente accesi nei programmi televisivi che seguono gli sviluppi delle nuove indagini sull’omicidio di Chiara Poggi. A distanza di quasi vent’anni dalla tragedia, ogni elemento investigativo e ogni ricostruzione dei fatti diventano occasione di discussione tra giornalisti, esperti e rappresentanti delle parti coinvolte. La richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura di Pavia nei confronti di Andrea Sempio ha ulteriormente intensificato il dibattito, riportando al centro dell’attenzione le posizioni dell’accusa e della difesa.
Anche la puntata di Quarto Grado, trasmessa venerdì 6 novembre su Rete 4 e condotta da Gianluigi Nuzzi, è stata caratterizzata da momenti di forte tensione. Durante lo spazio dedicato agli ultimi sviluppi del caso, il confronto tra gli ospiti ha assunto toni sempre più duri, fino a trasformarsi in un vero e proprio scontro verbale. Protagonisti della discussione sono stati il giornalista Carmelo Abbate e l’avvocata Angela Taccia, che insieme al collega Liborio Cataliotti rappresenta legalmente Andrea Sempio.
Garlasco, scontro a Quarto Grado tra Angela Taccia e Carmelo Abbate
La discussione si è concentrata soprattutto sulla ricostruzione investigativa e sugli elementi che hanno portato la Procura a chiedere il processo per Sempio. Angela Taccia ha contestato apertamente l’atteggiamento del giornalista, accusandolo di sostenere una determinata interpretazione dei fatti senza fornire, a suo giudizio, riscontri sufficienti. L’avvocata ha parlato di “mancanza di pudore nel continuare a intestardirti nel voler per forza trovare una giustificazione – che poi non trovi nel concreto – per dire che Andrea Sempio è colpevole”. Parole che hanno immediatamente reso evidente la distanza tra le due posizioni.

La legale ha poi insistito sulla necessità di distinguere le ipotesi investigative dagli elementi effettivamente dimostrati, rivolgendo ad Abbate una domanda precisa: “Quali sono gli elementi oggettivi e concreti che ti portano a essere così sicuro che la tesi della Procura sia effettivamente reale e che sia assolutamente certo che Andrea sia stato rifiutato da Chiara e che quindi sia scoppiata questa furia omicida?”. Un interrogativo con cui Taccia ha voluto mettere in discussione la ricostruzione del possibile movente, ribadendo la propria contrarietà a conclusioni anticipate sulla responsabilità del suo assistito.
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