Il biglietto d’addio e il riferimento alla gogna social
Secondo quanto trapela dalle prime indiscrezioni investigative, nel messaggio lasciato dai genitori di Claudio Carlomagno vi sarebbero riferimenti espliciti alla gogna mediatica e social subita dalla famiglia dopo l’omicidio di Federica Torzullo. Il contenuto del biglietto è ora al vaglio degli inquirenti, che lo considerano un documento centrale per comprendere lo stato d’animo dei due coniugi nei giorni precedenti al suicidio.
Il riferimento a una pressione esterna, se confermato, potrebbe orientare le indagini verso l’analisi sistematica dei messaggi ricevuti online, distinguendo tra critica, insulti e vere e proprie condotte persecutorie. In questo contesto, il testo dell’addio potrebbe assumere un peso rilevante nel delineare il nesso tra ambiente digitale e gesto estremo.

I messaggi d’odio sotto esame e gli accertamenti sui social
I carabinieri stanno acquisendo e analizzando decine di commenti, post e messaggi privati indirizzati a Pasquale Carlomagno e Maria Messenio nei giorni successivi al femminicidio. L’obiettivo è verificare se vi siano state frasi minacciose, inviti all’emarginazione o accuse reiterate tali da configurare un’ipotesi di istigazione o rafforzamento del proposito suicidario.
L’attività investigativa si concentra anche sull’identità degli autori, sulla frequenza dei messaggi e sulla loro diffusione. Anche i contenuti successivamente cancellati potrebbero essere recuperati attraverso richieste alle piattaforme social, che conservano dati utili agli accertamenti. Il lavoro degli inquirenti mira a ricostruire il clima complessivo in cui la coppia si è trovata a vivere dopo l’arresto del figlio.
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Claudio Carlomagno in carcere e gli sviluppi sul femminicidio
Nel frattempo Claudio Carlomagno, detenuto nel carcere di Civitavecchia, resta sotto stretta sorveglianza. L’uomo, reo confesso dell’omicidio della moglie Federica Torzullo, avvenuto il 9 gennaio con 23 coltellate, si è dichiarato pentito per quanto commesso. È seguito da psicologi ed è controllato a vista per il timore di gesti autolesionistici.
Dopo la visita del suo avvocato è apparso in forte stato di turbamento, chiedendo notizie del figlio e mostrando segni di profonda prostrazione. Parallelamente prosegue l’indagine sul femminicidio: gli investigatori cercano eventuali complici nelle fasi successive al delitto, torneranno nella villetta di Anguillara con il Ris per un accertamento irripetibile, anche sull’auto, e continuano le ricerche del coltello che Carlomagno ha dichiarato di aver gettato in un corso d’acqua lungo la via Braccianese.