
Un pranzo di Natale che si trasforma in una tragedia indelebile. Le indagini della Procura di Campobasso sul caso della madre e della figlia decedute durante le festività puntano ora verso un’ipotesi inquietante: duplice omicidio premeditato per avvelenamento. Al centro del giallo ci sarebbe lei, la ricina, una sostanza che evoca scenari da spy-story della Guerra Fredda e che oggi torna a scuotere la cronaca nazionale.
Ma cos’è esattamente questa tossina e perché è considerata una delle armi biologiche più letali al mondo?
Una killer silenziosa tra i fiori dei nostri giardini
La ricina è una fitotossina, una proteina di origine vegetale estratta dai semi della pianta di ricino (Ricinus communis). È un paradosso della natura: una pianta comunissima, spesso utilizzata come ornamentale nei giardini per le sue scenografiche foglie palmate e i fiori rosati, nasconde nei suoi semi — simili a piccoli fagioli — un veleno di una potenza devastante.
I numeri sono da brivido: la dose letale stimata per un essere umano è di appena 0,2 milligrammi per chilo di peso corporeo. Per uccidere un uomo adulto basta la quantità di tossina contenuta in appena otto semi sminuzzati. Ad oggi, la medicina non dispone di alcun antidoto approvato per uso umano.
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