Chi era Anna Democrito
Chi la conosceva la descrive come una persona riservata e tranquilla. La donna, secondo le testimonianze, conduceva una vita legata al lavoro e alla famiglia. In zona era considerata una madre attenta ai figli e profondamente credente, con una frequentazione della parrocchia del quartiere che, negli ultimi tempi, sarebbe tornata più assidua.
Il parroco, don Vincenzo, ha riferito che la donna manifestava una forte preoccupazione per i bambini e che le era stato suggerito di chiedere aiuto e di farsi supportare, ma avrebbe mostrato timore.
Depressione post-partum e disagio: gli elementi emersi
In base alle informazioni raccolte, la donna soffriva di lievi disturbi psichiatrici. Dopo la nascita del terzo figlio, avvenuta pochi mesi prima, sarebbero emersi segnali di disagio e le sarebbe stata diagnosticata una depressione post-partum.
Secondo quanto riportato, la condizione non sarebbe stata seguita con un percorso terapeutico, anche per il timore che potessero esserle tolti i figli. Non risultano segnalazioni ai servizi sociali né interventi precedenti sulla famiglia.
Il ritrovamento e le reazioni istituzionali: la dichiarazione di Roberto Occhiuto
Il primo a notare i corpi sarebbe stato un poliziotto residente nello stesso stabile, intorno alle cinque del mattino. Il marito, presente in casa al momento dei fatti, avrebbe compreso quanto accaduto dopo aver sentito il rumore dello schianto.
Il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, ha dichiarato: “L’immane tragedia di Catanzaro ci lascia attoniti e profondamente scossi. Un dolore immenso attraversa tutta la Calabria, ferita da una vicenda così drammatica e difficile anche solo da immaginare, da comprendere. La nostra comunità oggi è in lutto: ci stringiamo con sincera partecipazione nel ricordo delle vittime e rivolgiamo il più sentito cordoglio ai familiari.