Le stime di Tecnè e Noto Sondaggi
Una valutazione simile arriva da Michela Morizzo, amministratore delegato di Tecnè. Secondo la sondaggista, Renzi è un esponente in grado di raccogliere «consensi convinti», ma al tempo stesso di generare una forte resistenza in una parte consistente dell’elettorato progressista.
Per Morizzo, l’eventuale accordo con Italia Viva potrebbe ridimensionare il vantaggio teorico ottenuto sommando i consensi delle singole forze. La perdita stimata sarebbe nell’ordine del 2-3% e interesserebbe soprattutto gli elettori del Movimento 5 Stelle e di Alleanza Verdi e Sinistra, due aree nelle quali la figura di Renzi continua a essere particolarmente divisiva.
Anche Antonio Noto, direttore di Noto Sondaggi, invita a considerare con prudenza il consenso attribuito a Italia Viva, attorno al 2,5%. Quella percentuale, infatti, non potrebbe essere considerata un patrimonio trasferibile integralmente al campo largo nel momento in cui la formazione di Renzi entrasse in una coalizione più ampia.
Una parte degli stessi elettori di Italia Viva potrebbe preferire una corsa autonoma del partito. Parallelamente, l’ingresso di Renzi potrebbe indurre alcuni sostenitori delle altre forze progressiste a rivedere la propria scelta. Secondo Noto, la combinazione di questi due fattori potrebbe determinare una perdita tra il 3 e il 3,5% per gli altri partiti del campo largo.

La partita politica resta aperta
In una sfida elettorale equilibrata, percentuali di questa dimensione possono risultare determinanti. Il problema, quindi, non è soltanto stabilire quanti voti Italia Viva sia in grado di aggiungere all’alleanza, ma verificare quanti consensi la sua presenza possa mettere a rischio tra gli elettori degli alleati.
Renzi è così tornato al centro della discussione politica anche per le sue recenti iniziative, tra cui il sostegno al nome di Silvia Salis per le primarie. La vicenda conferma come il confronto sul campo largo non sia limitato alla definizione delle sigle, ma coinvolga candidature, rapporti tra i leader e compatibilità tra le rispettive basi elettorali.
Al momento non esiste un esito già definito. Le rilevazioni segnalano un vantaggio potenziale del fronte progressista, ma evidenziano anche i margini di incertezza legati a una possibile alleanza con Italia Viva. Gli accertamenti demoscopici proseguono e il confronto tra i partiti sarà decisivo per capire se l’allargamento potrà consolidare il consenso oppure ridurlo.