
“Devo farlo per lei”. Crans-Montana, il padre di Chiara Costanzo rompe il silenzio. Confessione da brividi – Il dramma avvenuto a Crans-Montana, rinomata località turistica svizzera, si è trasformato in una tragedia irreversibile per la famiglia Costanzo. All’inizio del nuovo anno, in un contesto di festa e celebrazioni per il Capodanno, un incendio scoppiato in un locale ha causato un bilancio gravissimo, con morti e feriti tra giovani e turisti. Tra le vittime, secondo quanto emerge dalle comunicazioni ufficiali, vi è la sedicenne milanese Chiara Costanzo, presente nel locale al momento del rogo.

“Devo farlo per lei”. Crans-Montana, il padre di Chiara Costanzo rompe il silenzio. Confessione da brividi
Il padre, Andrea Costanzo, ha vissuto ore di attesa e angoscia, nella speranza di ritrovare la figlia tra i feriti ricoverati negli ospedali della zona. Per diverso tempo la famiglia ha cercato notizie, verificando ogni nominativo e contattando le strutture sanitarie di riferimento. La conferma più dura è arrivata quando le autorità elvetiche hanno chiarito che le persone non ancora identificate tra i sopravvissuti erano tutte di sesso maschile. Questo dettaglio, comunicato in via ufficiale, ha fatto venire meno ogni residua speranza di ritrovare Chiara viva.
Di fronte a questo scenario, la conclusione più dolorosa si è imposta in modo inevitabile: la giovane studentessa milanese è da considerarsi tra le vittime dell’incendio che ha devastato il locale durante i festeggiamenti. La notizia ha immediatamente raggiunto la comunità di origine della ragazza, in particolare il quartiere milanese in cui la famiglia risiede e il contesto scolastico che frequentava, generando sgomento e cordoglio. La dinamica del rogo e le cause precise dell’incendio sono ora al centro di accertamenti da parte delle autorità svizzere. Le indagini mirano a ricostruire cosa sia accaduto all’interno del locale, a verificare il rispetto delle norme di sicurezza, le vie di fuga disponibili, la capienza e l’organizzazione dell’evento di Capodanno. Saranno questi elementi a definire eventuali responsabilità e a fornire un quadro più completo di ciò che è accaduto la notte della tragedia.

Una giovane vita spezzata
Nel ricordo del padre, Chiara emerge come una ragazza solare, empatica, capace di creare legami profondi con le persone che la circondavano. Viene descritta come una giovane che riusciva a coniugare sensibilità e determinazione, sempre pronta a coinvolgere gli altri con entusiasmo e disponibilità. La sua presenza era centrale non solo all’interno della famiglia, ma anche nel gruppo di amici e nel contesto scolastico.
Frequentava con ottimi risultati il liceo scientifico a Milano, mantenendo una media molto alta e dimostrando particolare predisposizione per le lingue straniere e la danza. Secondo quanto riferito dai familiari, amava studiare e si dedicava con serietà ai propri impegni, senza rinunciare alle passioni artistiche e sportive. Il suo percorso sembrava orientato verso obiettivi ambiziosi, con la possibilità di seguire le orme della sorella maggiore verso l’università Bocconi e, in prospettiva, una carriera internazionale. La curiosità e il desiderio di conoscere il mondo costituivano tratti distintivi della sua personalità. All’interno della casa, Chiara era considerata un punto di riferimento, un elemento di equilibrio per i genitori e per i suoi tre fratelli, con i quali manteneva un legame molto stretto. La sua capacità di ascoltare, comprendere e sostenere gli altri rappresentava un valore riconosciuto da chi la frequentava quotidianamente. Nel contesto amicale, la sedicenne era descritta come una figura trainante, in grado di organizzare uscite, iniziative e momenti di condivisione. Amava viaggiare, imparare nuove lingue, confrontarsi con realtà diverse dalla propria, e guardava al futuro con progettualità. La sua scomparsa improvvisa interrompe un percorso di crescita che appariva ricco di prospettive, lasciando un vuoto difficile da colmare.
Scopriamo tutti i dettagli nella pagina successiva