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Crans-Montana, la notizia su Elsa Rubino è appena arrivata

Veduta dell'ospedale universitario di Zurigo legato al caso di Elsa Rubino

Crans-Montana, la notizia su Elsa Rubino è appena arrivata – Nella mattinata di mercoledì 7 gennaio si è concluso il primo e delicatissimo intervento chirurgico su Elsa Rubino, la ragazza di 15 anni originaria di Biella rimasta gravemente ustionata nell’incendio di Crans-Montana e attualmente ricoverata presso l’ospedale universitario di Zurigo. L’operazione, descritta dai sanitari come un passaggio cruciale, è stata considerata di importanza vitale per la sopravvivenza dell’adolescente.

Autorità e mezzi di soccorso sul luogo dell

Crans-Montana, la notizia su Elsa Rubino è appena arrivata

A ricostruire le ore di attesa e la tensione vissuta fuori dalla sala operatoria è il padre, Lorenzo Rubino, che non ha nascosto la propria angoscia per le condizioni della figlia: «La vita di Elsa è appesa ad un filo. I medici la stanno curando al meglio. Da questa operazione, molto delicata, ci hanno detto che dipendeva la sua sopravvivenza. Non possiamo che sperare che ci metta tutta la forza di cui è capace. Non è possibile nemmeno farla rientrare in Italia». Nonostante l’esito definito tecnicamente positivo dell’intervento, lo stato clinico di Elsa Rubino resta estremamente grave e la prognosi, al momento, rimane strettamente riservata. La giovane presenta ustioni di secondo e terzo grado che interessano circa il 60 per cento del corpo, un quadro che richiede monitoraggio continuo, terapie intensive e un approccio medico multidisciplinare.

Il padre di Elsa è a Zurigo fin dalle prime ore successive al rogo di Capodanno a Crans-Montana e trascorre le giornate nei pressi della clinica universitaria in attesa di aggiornamenti da parte dell’équipe medica. Accanto a lui, nelle ultime ore, è arrivata anche la madre della giovane, Isabella, partita da Biella per raggiungere la figlia e affrontare insieme al marito questa fase complessa e carica di incertezza. Secondo le informazioni emerse finora, Elsa, studentessa di un liceo linguistico, stava trascorrendo alcuni giorni di vacanza nella casa del padre a Crans-Montana, nota località turistica del Canton Vallese, in Svizzera. La sera di Capodanno, come molti coetanei, aveva scelto di festeggiare in compagnia di amici in una discoteca del posto. Le dinamiche precise dell’incendio di Crans-Montana sono ancora oggetto di accertamenti da parte delle autorità elvetiche, ma da una prima ricostruzione sembra che le fiamme si siano propagate rapidamente all’interno del locale, costringendo i presenti a una fuga precipitosa. Elsa sarebbe riuscita a raggiungere l’uscita, ma riportando ustioni particolarmente estese su gran parte del corpo, tanto da richiedere il trasferimento immediato in un centro specializzato per la cura dei grandi ustionati.

La ragazza si trova attualmente in coma farmacologico, una condizione indotta dai medici per gestire il dolore, favorire la stabilità dei parametri vitali e permettere il migliore decorso possibile delle terapie. Nelle ore successive alla tragedia si era ipotizzato un suo rientro in Italia, con un trasferimento all’ospedale di Torino, ma le condizioni generali non consentono al momento alcuno spostamento, come confermato dai sanitari svizzeri alla famiglia. Il padre, ancora visibilmente provato, ha descritto l’impegno con cui la figlia sta cercando di reagire: «La mia Elsa sta lottando per sopravvivere. Siamo devastati. Le sue condizioni sono molto gravi. Siamo vicini al dolore dei genitori che hanno perso i loro figli». Parole che fotografano una situazione di estrema fragilità, condivisa con gli altri familiari delle vittime e dei feriti coinvolti nel rogo.

Immagine del luogo dell

La notte di Capodanno a Crans-Montana e i primi soccorsi

La tragedia si è consumata nella notte tra il 31 dicembre e il 1° gennaio, quando il locale frequentato da Elsa e dai suoi amici è stato improvvisamente avvolto dal fuoco. Secondo le prime testimonianze, la discoteca era affollata per i festeggiamenti di fine anno e, nel giro di pochi istanti, il fumo e le fiamme hanno reso difficoltosa sia la visibilità sia i percorsi di fuga. I servizi di emergenza svizzeri sono intervenuti in tempi rapidi, con squadre dei vigili del fuoco, ambulanze e forze dell’ordine che hanno messo in sicurezza l’area e avviato le operazioni di soccorso. Numerosi giovani, alcuni residenti nella zona e altri in vacanza, sono stati assistiti sul posto e poi trasferiti in vari ospedali del Canton Vallese e dei cantoni limitrofi. Tra i feriti più gravi è stata subito segnalata la quindicenne italiana. Le ustioni di secondo e terzo grado come quelle riportate da Elsa colpiscono profondamente la pelle e i tessuti sottostanti, rendendo necessarie procedure chirurgiche complesse, tra cui la rimozione dei tessuti compromessi e interventi successivi di ricostruzione e innesto cutaneo. Il primo intervento a Zurigo era considerato determinante per la stabilizzazione del suo stato clinico.

Nei prossimi giorni, l’équipe medica continuerà a valutare la risposta dell’organismo alle cure e la possibile programmazione di ulteriori operazioni. La prognosi riservata indica che i medici ritengono ancora elevato il rischio di complicanze, soprattutto in presenza di ustioni tanto estese, di possibili infezioni e del lungo periodo di degenza che si prospetta.

Il profilo di Elsa Rubino e il legame con Crans-Montana

Elsa è una giovane studentessa iscritta al Liceo Sella di Biella, con indirizzo linguistico. Amante delle lingue straniere e delle esperienze internazionali, trascorreva spesso le vacanze a Crans-Montana insieme al padre, che conosce bene la località svizzera per motivi professionali e personali. Si trattava quindi di un contesto familiare, non di un luogo visitato occasionalmente. Il padre Lorenzo, che in passato aveva lavorato per il gruppo Zegna a Biella prima di trasferirsi a Como, aveva ospitato più volte la figlia nella sua abitazione della nota stazione sciistica vallesana. Elsa frequentava già il locale Constellation, punto di ritrovo per molti ragazzi italiani e svizzeri della zona, diventato tristemente noto dopo la tragedia di Capodanno.

La famiglia Rubino è ben conosciuta nel territorio biellese. Il nonno materno di Elsa, Luciano Donatelli, è stato presidente dell’Unione industriale di Biella, ruolo che lo ha reso una figura di riferimento per il mondo produttivo locale. La madre della giovane, Isabella, insegna nello stesso istituto superiore frequentato dalla figlia, circostanza che ha rafforzato il legame tra la famiglia e la comunità scolastica. Questi elementi contribuiscono a spiegare la forte attenzione e la partecipazione emotiva che la vicenda di Elsa ha suscitato non solo a Biella, ma anche in altre realtà italiane e svizzere. L’incendio di Crans-Montana ha infatti coinvolto diverse famiglie, alcune delle quali hanno purtroppo perso i propri figli, come ha ricordato lo stesso padre della ragazza nel suo messaggio di vicinanza agli altri genitori colpiti dal lutto.

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