Il sostegno intorno alla famiglia
In mezzo al dolore, la famiglia Rubino non è sola. «Qui a Zurigo stiamo ricevendo un aiuto incredibile», racconta il padre. Medici, infermieri, psicologi, protezione civile, autorità consolari: una rete di sostegno che va oltre l’aspetto clinico. «È un supporto morale, psicologico e materiale continuo. Anche gli svizzeri che lavorano in ospedale sono eccezionali». Un ringraziamento particolare va al Kinderspital, dove «tutta la struttura, dal primario alle infermiere, passando per i tecnici, è stata ed è meravigliosa». Elsa era una dei circa 400 giovani presenti nel locale di Crans-Montana quella notte. Intorno all’1.30 l’incendio ha divorato la discoteca, trasformando una festa in una tragedia che ha spezzato la vita di decine di adolescenti e segnato per sempre le loro famiglie. Per la 15enne biellese, che frequenta un liceo linguistico, le condizioni sono apparse subito disperate, tanto da rendere necessario l’immediato trasferimento in un centro specializzato.

Ogni minuto conta
Oggi il tempo ha un valore diverso. «Ogni minuto è una conquista», ripete il padre. È una frase che pesa come un macigno e racconta meglio di qualsiasi bollettino medico la battaglia che Elsa sta combattendo. Una lotta silenziosa, fatta di interventi, attese e speranze trattenute. La famiglia resta aggrappata a ogni segnale, consapevole che il percorso sarà lungo, ma determinata a non mollare. In queste ore sospese, l’unica certezza è che la vita di Elsa si gioca passo dopo passo, minuto dopo minuto.