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Strage Crans-Montana: Jessica Moretti parla (e piange) dopo l’arresto (VIDEO)

La tragedia di Crans-Montana continua a scuotere l’opinione pubblica internazionale, ma oggi il dolore assume un volto nuovo e rigato dalle lacrime. Jessica Maric, coinvolta in prima persona nella gestione del locale Le Constellation, ha deciso di rompere il silenzio con un video che sta facendo il giro del web e dei social network. Tra singhiozzi e parole rotte, la donna esprime un cordoglio profondo per le quaranta vite spezzate nel rogo di Capodanno.

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Il video del dolore e il peso insostenibile del rimorso

In un filmato, l’immagine di Jessica Maric appare lontana anni luce dai fasti e dalla mondanità che solitamente caratterizzano la nota località sciistica svizzera. Con il volto segnato e la voce tremante, la proprietaria del bar teatro della strage ha voluto rivolgere un pensiero diretto a chi, in quella notte maledetta, non ha fatto ritorno a casa. “Il mio pensiero è costante per le vittime e per le loro famiglie, vi prego di scusarci”, ha dichiarato la donna tra le lacrime, manifestando un senso di colpa che sembra travolgerla.

Il video, che in pochi minuti è diventato virale, mostra una Jessica Maric visibilmente provata, incapace di trattenere l’emozione mentre cerca di articolare un messaggio di scuse che appare tanto sincero quanto disperato. Come riportato dalle fonti giornalistiche, il suo stato emotivo riflette la gravità di un evento che ha trasformato una festa in un vero e proprio inferno, lasciando una cicatrice indelebile nella comunità di Crans-Montana e non solo. Eppure, le sue parole sollevano interrogativi profondi su come sia stato possibile che una serata di gioia si trasformasse in un simile massacro di giovani vite.

L’inferno di ghiaccio e fuoco al locale Le Constellation

Per comprendere la portata del dolore di Jessica Maric, è necessario tornare a quella notte di Capodanno, quando il locale Le Constellation è diventato la trappola mortale per centinaia di ragazzi. Secondo le ricostruzioni fornite dagli inquirenti e dai media, l’incendio è divampato improvvisamente, alimentato forse da un malfunzionamento degli impianti o da una tragica fatalità legata alle decorazioni del locale. “È successo nel nostro locale e voglio scusarmi”, ha ribadito la Maric, sottolineando la responsabilità morale che sente gravare sulle proprie spalle come gestore della struttura.

Testimoni oculari hanno descritto scene apocalittiche: fumo denso che impediva la respirazione, uscite di sicurezza difficili da raggiungere e una calca disperata verso l’esterno. Il contrasto tra il gelo della neve svizzera e il calore devastante delle fiamme ha reso le operazioni di soccorso estremamente complesse. Mentre Jessica Maric resta a piede libero ma sotto shock, le indagini proseguono senza sosta per accertare se siano state rispettate tutte le norme di sicurezza antincendio all’interno del bar. Ma chi sono i giovani che hanno perso tutto in quei pochi, interminabili minuti di terrore?

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