
Dal devastante rogo divampato nella notte di San Silvestro a Crans Montana, località sciistica della Svizzera, continuano ad arrivare nuovi aggiornamenti sulle condizioni dei giovani italiani rimasti coinvolti. L’incendio, sviluppatosi all’interno di un locale e accompagnato da una massiccia produzione di fumi tossici, ha provocato ustioni molto estese e lesioni respiratorie di grande complessità, imponendo un immediato intervento delle strutture sanitarie più specializzate.


Incendio a Crans-Montana, la situazione dopo la strage
Le squadre di soccorso elvetiche e italiane hanno attivato fin dalle prime ore un articolato dispositivo di emergenza, con un vero e proprio ponte aereo tra la Svizzera e l’Italia. Grazie a questo meccanismo di trasferimento rapido, i pazienti sono stati distribuiti tra diversi ospedali lombardi, individuati in base alla gravità del quadro clinico e alla tipologia delle lesioni, in particolare per quanto riguarda la gestione delle ustioni e dei danni all’apparato respiratorio.

Continuano gli aggiornamenti clinici sui feriti italiani
Le autorità sanitarie regionali hanno evidenziato come la risposta sia stata fortemente coordinata, coinvolgendo centrali operative, elisoccorsi, aeromobili sanitari e reparti di emergenza dei principali centri di riferimento per la cura dei grandi ustionati e dei pazienti critici. Una rete che, secondo quanto riferito, ha consentito di ottimizzare tempi e percorsi di cura, riducendo al minimo i ritardi nei trasferimenti e permettendo un inquadramento rapido di ciascun caso.
Scopriamo tutti i dettagli nella pagina successiva