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Crans-Montana, la famiglia di Emanuele rompe il silenzio: “Hanno detto che è morto, ma…”. Shock sul giovane italiano

Il giallo sull’identificazione e la posizione della famiglia

Nonostante l’annuncio comparso sul sito della Fig, al momento non è arrivata alcuna conferma ufficiale né dal Ministero degli Esteri italiano, né dalle autorità elvetiche, né soprattutto dai familiari del ragazzo. Il quadro resta quindi prudenziale e subordinato agli esiti delle verifiche scientifiche. Interpellato dall’agenzia AdnKronos, lo zio del giovane, Sebastiano Galeppini, ha chiarito la posizione della famiglia, sottolineando la necessità di attenersi ai dati oggettivi. «Per il momento Emanuele è ancora nella lista dei dispersi e stiamo aspettando il risultato del dna», ha dichiarato il parente, evidenziando che, fino all’esito ufficiale degli accertamenti genetici, il ragazzo non può essere considerato tra le vittime in modo definitivo. Una linea di massimo rigore che riflette sia la cautela delle autorità, sia il comprensibile atteggiamento della famiglia, in bilico tra la speranza e il timore.

Poco dopo, anche fonti informate citate da LaPresse hanno confermato che solamente l’analisi del Dna potrà attribuire con certezza l’identità ai resti rinvenuti. Secondo tali fonti, tra gli elementi raccolti durante le prime fasi dei rilievi vi sarebbe anche il cellulare appartenente a Emanuele Galeppini, che sarebbe stato ritrovato presso l’obitorio dove sono state trasferite le vittime dell’incendio. La presenza del telefono negli spazi adibiti alla conservazione dei corpi rappresenta un indizio significativo, ma non costituisce di per sé una prova definitiva. Per questo motivo, l’ufficialità in merito alla sua sorte rimane sospesa fino al completamento degli accertamenti di laboratorio.

Chi è Emanuele Galeppini: profilo del giovane atleta

Emanuele Galeppini è un ragazzo di origini genovesi che da diversi anni vive con la famiglia a Dubai. Diciassettenne, è conosciuto principalmente come giovane promessa del golf, disciplina nella quale aveva già raggiunto risultati significativi a livello internazionale. Secondo le classifiche specialistiche, era inserito nel ranking mondiale con la posizione numero 2440, un dato che testimonia un percorso sportivo in crescita. Sui social network, oltre alla passione per il golf, amava descriversi anche come «full time chef», espressione che riflette una personalità dinamica e aperta a più interessi. Le immagini e i contenuti condivisi online lo ritraggono spesso tra campi da golf, momenti di convivialità e attività legate al mondo della cucina, delineando il profilo di un adolescente impegnato e curioso.

La notte della tragedia, Emanuele si trovava a Crans-Montana per festeggiare il Capodanno insieme agli amici nel locale «Le Constellation», lo stesso in cui si è sviluppato il violento incendio. Dopo lo scoppio del rogo, di lui si sono perse le tracce e da quel momento la famiglia non è più riuscita a mettersi in contatto con il ragazzo, facendo scattare immediatamente l’allarme. Il padre, Edoardo Galeppini, si è recato di persona in Svizzera, raggiungendo la località alpina per seguire da vicino le ricerche e le procedure di identificazione. In serata, ha lanciato un appello televisivo, rivolgendosi alle autorità e all’opinione pubblica per ottenere qualsiasi informazione utile.

L’appello del padre e l’ultimo messaggio di Capodanno

Nel corso di un collegamento con il Tg4, il padre del giovane ha raccontato le ore di angoscia successive all’incendio, spiegando l’impossibilità di entrare in contatto con il figlio e chiedendo aiuto per rintracciarlo. «Non risponde al telefono, non riusciamo a metterci in contatto con lui, aiutateci a trovarlo», ha dichiarato pubblicamente, descrivendo una situazione di totale incertezza. Dalle informazioni raccolte, l’ultimo scambio di messaggi tra padre e figlio risale alla mezzanotte del 1° gennaio, poco dopo l’ingresso nel nuovo anno. Successivamente, ogni tentativo di comunicazione è risultato vano. Questo elemento temporale rappresenta un riferimento importante per ricostruire gli spostamenti di Emanuele Galeppini nelle ore immediatamente precedenti al rogo.

Le autorità stanno lavorando per ricomporre la sequenza degli eventi attraverso testimonianze, immagini di videosorveglianza e dati tecnici, includendo anche i tracciamenti dei dispositivi mobili e le registrazioni delle chiamate. In casi di incidenti complessi come quello di Crans-Montana, tale lavoro di ricostruzione è fondamentale per definire con precisione la posizione delle persone coinvolte nel momento dell’accaduto. Nel frattempo, la famiglia continua a rimanere in costante contatto con le strutture diplomatiche italiane in Svizzera e con le autorità locali, in attesa di comunicazioni ufficiali. Fino alla conclusione delle analisi genetiche, la posizione della famiglia e delle istituzioni resta improntata alla massima prudenza, evitando dichiarazioni definitive che non siano supportate da riscontri oggettivi.

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