
Crans Montana, l’annuncio choc dell’ambasciatore italiano: cosa è venuto fuori ora (VIDEO) – È previsto per il 5 ottobre il rimpatrio in Italia delle salme dei ragazzi morti nel rogo avvenuto a Crans-Montana nella notte di Capodanno. Un velivolo dell’Aeronautica Militare trasferirà i feretri inizialmente a Milano e successivamente a Roma, mentre resta delicata la situazione clinica dei feriti, con alcuni giovani ancora ricoverati in condizioni critiche.

Crans Montana, l’annuncio choc dell’ambasciatore italiano: cosa è venuto fuori ora (VIDEO)
In questi giorni complessi, il supporto alle famiglie delle vittime e agli amici dei ragazzi coinvolti è coordinato dalla Farnesina. Sin dalle prime ore dopo l’accaduto si sono recati sul luogo della tragedia il ministro degli Esteri Antonio Tajani e l’ambasciatore d’Italia in Svizzera Gian Lorenzo Cornado, che ha avviato un confronto con le autorità elvetiche per una prima analisi delle possibili cause dell’incendio, in attesa degli esiti formali delle indagini giudiziarie.


Incendio a Crans-Montana, il rientro delle salme e l’assistenza alle famiglie
Il rientro in Italia delle vittime del locale Constellation rappresenta una tappa centrale nel percorso istituzionale e giudiziario seguito dopo l’incendio di Capodanno a Crans-Montana. Le autorità italiane stanno lavorando in coordinamento con quelle svizzere sia per il trasferimento delle salme sia per garantire assistenza consolare e psicologica ai parenti. La Farnesina ha attivato tutte le procedure di competenza, assicurando una presenza costante in Svizzera attraverso l’ambasciata e i consolati, mentre proseguono gli accertamenti sulla dinamica del rogo che ha causato morti e numerosi feriti, alcuni dei quali ancora sottoposti a cure intensive. In un’intervista rilasciata a La Stampa, l’ambasciatore Gian Lorenzo Cornado ha espresso una valutazione molto severa sull’accaduto, sottolineando che, a suo avviso, il rogo avrebbe potuto essere evitato: “Non è stata una disgrazia, ma una tragedia evitabile. Sarebbero bastati un po’ di prevenzione e un minimo di buon senso”. Secondo il rappresentante diplomatico, il locale non sarebbe stato dotato dei necessari standard di sicurezza.
Cornado ha spiegato che nel locale notturno, gremito di giovani per il veglione di fine anno, la gestione della sicurezza sarebbe stata insufficiente: “È evidente che sia mancata la prevenzione. Parliamo di un locale notturno con centinaia di giovani all’interno. Nessuno sa con precisione quanti fossero la sera dell’ultimo dell’anno. Ma sicuramente più di cento”, ha dichiarato. L’ambasciatore ha poi aggiunto ulteriori dettagli sulle misure presenti al momento del rogo: “Da quanto mi risulta, c’era una sola uscita d’emergenza e non facilmente identificabile. Così come c’erano pochissimi addetti alla sicurezza, forse soltanto uno. Mancava l’impianto antincendio, probabilmente mancavano anche gli estintori”.

Materiale del soffitto e vie di fuga del locale Constellation
Nella stessa intervista, Cornado ha riferito alcuni elementi emersi dai contatti con le autorità svizzere, concentrandosi sulla struttura del locale Constellation, in particolare sul materiale utilizzato per il soffitto: “L’ho saputo dalle autorità locali che lo hanno ammesso, che sono a conoscenza che quel materiale era infiammabile, non era ignifugo. D’altra parte la dimostrazione è il fatto che abbia preso fuoco”.
L’ambasciatore ha anche richiamato l’attenzione sulle vie di fuga e sulla segnaletica interna: “Quello che so è che se c’era un’uscita di sicurezza era mal segnalata, e in mezzo a quel disastro non l’hanno neanche vista i ragazzi”. Tali aspetti saranno oggetto delle verifiche tecniche e giudiziarie in corso in Svizzera per accertare eventuali violazioni delle norme in materia di sicurezza antincendio.
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