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Leonardo Bove al Niguarda, la notizia ora dall’ospedale: “Ci sono anche loro”

I quattro studenti del liceo Virgilio ricoverati al Centro ustioni del Niguarda

“Ci sono anche loro!”. Leonardo Bove: dramma in ospedale – Con l’arrivo di Leonardo Bove al Niguarda si è chiusa una fase particolarmente critica per i superstiti dell’incendio di Crans-Montana. I quattro studenti della terza D del liceo Virgilio sono ora ricoverati nello stesso reparto del Centro ustioni, seguiti da equipe specialistiche e circondati dalla presenza reciproca. La condivisione degli spazi ospedalieri segna un primo elemento di continuità con la loro vita precedente, pur all’interno di un contesto clinico complesso e di lunga durata.

“Ci sono anche loro!”. Leonardo Bove: dramma in ospedale

I ragazzi occupano letti vicini, osservano le stesse pareti e affrontano contemporaneamente medicazioni, controlli e procedure programmate. Per gli operatori sanitari questo assetto consente anche una gestione più coordinata degli interventi terapeutici, oltre a una maggiore attenzione agli aspetti psicologici e relazionali tipici dell’età adolescenziale. La permanenza comune nel reparto rappresenta un passaggio significativo dopo giorni contrassegnati da forte incertezza e notizie frammentarie sulle condizioni dei singoli. La riunione di Leonardo con i compagni di classe avviene dopo una fase di trasferimenti scaglionati dall’estero verso Milano, con valutazioni mediche costanti sull’idoneità al volo e sulla stabilità generale dei pazienti. Il rientro progressivo degli studenti ha permesso al team del Centro ustioni di predisporre per ciascuno un piano di cura personalizzato, che comprende trattamenti chirurgici, gestione del dolore, supporto respiratorio e assistenza psicologica.

All’interno della struttura, la presenza simultanea dei quattro ragazzi del liceo Virgilio assume anche un valore simbolico per la scuola e per le famiglie, che seguono l’evoluzione clinica con attenzione. L’ospedale ha confermato che la prognosi resta riservata, ma il completamento dei trasferimenti dall’estero viene considerato un passaggio fondamentale nella gestione complessiva dell’emergenza sanitaria legata alla tragedia di Crans-Montana.

Il rientro di Leonardo Bove e la complessità dell’evacuazione

Il trasferimento in Italia di Leonardo Bove è stato l’ultimo tassello di una procedura di evacuazione sanitaria articolata. Le condizioni del ragazzo, caratterizzate da ustioni estese e dagli esiti dell’inalazione di fumi ad alta tossicità, avevano inizialmente reso necessario il ricovero in una struttura specializzata a Zurigo. In questa fase, i medici avevano ritenuto non praticabile un trasferimento immediato, per evitare ulteriori rischi dovuti allo spostamento e alle variazioni di pressione e temperatura legate al volo.

Soltanto dopo un periodo di stabilizzazione clinica è stato possibile avviare la pianificazione del rientro in Italia. A incidere sui tempi è intervenuto anche il quadro meteorologico sulle Alpi svizzere, con neve e maltempo che hanno reso complessa l’operatività dei voli sanitari. L’organizzazione del trasporto ha dovuto tenere conto sia delle esigenze mediche sia delle condizioni di sicurezza per l’equipaggio e per il paziente, con verifiche puntuali sulle finestre orarie disponibili. Nel pomeriggio individuato per il rientro, un elicottero con a bordo un team medico specializzato è partito alla volta di Zurigo per prendere in carico Leonardo Bove. Dopo le ultime valutazioni sul posto e la predisposizione delle apparecchiature di monitoraggio, il mezzo è decollato in direzione di Milano. In serata, l’elicottero è atterrato al Niguarda, dove ad attendere il ragazzo erano già pronti i sanitari del Centro ustioni, insieme al personale del pronto soccorso e delle unità di rianimazione. Con questo volo si è conclusa la sequenza dei dodici trasferimenti sanitari effettuati in relazione all’incendio di Crans-Montana. Tutti i feriti destinati alla struttura milanese sono così giunti a destinazione, consentendo una gestione centralizzata delle cure più complesse. L’arrivo di Leonardo ha permesso inoltre di uniformare i protocolli terapeutici applicati agli studenti del liceo Virgilio, garantendo continuità assistenziale e monitoraggi ravvicinati.

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