
Fino a questo momento Jessica Moretti ha beneficiato di una libertà solo parziale. La donna si trova infatti nello chalet di famiglia a Lens, sottoposta al controllo del braccialetto elettronico, una misura meno gravosa disposta dalla Procura di Sion per consentirle di occuparsi dei figli piccoli. Tale decisione, nelle intenzioni degli inquirenti, era legata a una fase ancora interlocutoria del procedimento. Con il progredire degli accertamenti sulla strage di Crans-Montana, però, il quadro a suo carico si è fatto progressivamente più grave.

Jessica Moretti e il ruolo di gestione del Le Constellation
In un primo momento Jessica era stata descritta come semplice coniuge del titolare del locale, con un ruolo marginale rispetto alla gestione del Le Constellation. Le indagini successive hanno però modificato sensibilmente questa ricostruzione. È emerso che Jacques Moretti, il marito, non poteva ottenere in Svizzera il certificato di “buona moralità” necessario per amministrare un esercizio di questo tipo, a causa di precedenti inchieste in Francia per truffa e sfruttamento della prostituzione. Per tale motivo la gestione formale e sostanziale del club risulterebbe attribuita alla moglie, considerata da amici e conoscenti come la vera responsabile del locale. Lo stesso Jacques, secondo quanto riferito, parlava di voler “ristrutturare il bar per Jessica e secondo i suoi gusti”.

Crans Montana, perché Jessica Moretti rischia il carcere
La dinamica della gestione quotidiana del locale rappresenta uno degli elementi più rilevanti agli atti. Gli ultimi approfondimenti sulla strage di Crans-Montana descrivono una conduzione improntata a scelte considerate dagli investigatori fortemente orientate al profitto, con scarsa attenzione agli aspetti di sicurezza. Nella notte di Capodanno, intorno alla mezzanotte, circa un’ora e mezza prima dello scoppio dell’incendio, l’interesse di Jessica Moretti sarebbe stato rivolto principalmente al numero di clienti presenti. Nonostante nel locale fossero già presenti circa cento giovani, avrebbe dato indicazione alla propria dipendente di fiducia, Cyane Panine, 24 anni, poi deceduta nel rogo, affermando: “Dobbiamo farne entrare di più per creare l’atmosfera giusta” (Il Corriere della Sera).
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