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Crans-Montana, la scoperta sui gestori del locale: che cosa volevano fare

L’inchiesta in corso sulle misure di sicurezza del locale

Le nuove informazioni sui progetti di ampliamento si inseriscono in un’indagine già complessa, condotta dalle autorità del Cantone del Vallese per accertare se le misure di sicurezza del locale fossero adeguate rispetto al numero di persone presenti la notte del rogo. Al centro dell’attenzione vi sono, tra l’altro, la capienza effettiva di Le Constellation, la distribuzione degli accessi e delle uscite, la segnaletica interna e l’eventuale presenza di sistemi automatici di allarme e spegnimento. Gli inquirenti stanno inoltre verificando la conformità del locale alle prescrizioni vigenti in materia di prevenzione incendi, nonché la regolarità delle autorizzazioni concesse. In questa prospettiva, la domanda di permesso edilizio presentata nel dicembre 2025 viene considerata un tassello significativo per comprendere la situazione del pub alla vigilia del drammatico evento.

Le autorità svizzere hanno fatto sapere che verranno ascoltati testimoni, tecnici, funzionari e tutte le persone in grado di fornire elementi utili a chiarire se vi siano state sottovalutazioni, omissioni o ritardi nei controlli. La priorità dichiarata è quella di ricostruire con precisione ogni fase, dalla gestione del locale nei mesi precedenti al Capodanno fino alle modalità dei soccorsi intervenuti durante l’incendio. Parallelamente all’inchiesta penale, proseguono anche gli approfondimenti di natura amministrativa e tecnica, che riguardano le certificazioni rilasciate, la formazione del personale in materia di sicurezza, le procedure interne di emergenza e l’adeguatezza degli impianti. L’obiettivo delle istituzioni è chiarire non solo cosa sia accaduto, ma anche se le misure allora in vigore fossero sufficienti a tutelare l’incolumità degli avventori.

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Forze dell'ordine e soccorritori davanti a Le Constellation dopo la tragedia di Crans-Montana
Cerimonia e omaggio alle vittime della strage di Crans-Montana

Il ruolo delle istituzioni e la cooperazione tra Italia e Svizzera

In questo scenario, si fa sempre più forte la presenza delle famiglie delle vittime, che seguono con attenzione ogni sviluppo delle indagini. «Le famiglie chiedono giustizia», ha dichiarato l’ambasciatore d’Italia in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, dopo aver incontrato i parenti dei giovani italiani deceduti nell’incendio e rientrati in patria con un volo di Stato partito da Sion. Cornado ha spiegato di aver ricevuto rassicurazioni dirette dalle istituzioni locali svizzere, che hanno manifestato la volontà di collaborare pienamente con le autorità italiane. «Le autorità elvetiche mi hanno assicurato la massima collaborazione», ha aggiunto l’ambasciatore al termine di un incontro con il presidente del governo del Cantone del Vallese, Mathias Reynard, e con Stephan Ganzer, responsabile della sicurezza cantonale.

Queste dichiarazioni puntano a consolidare un clima di cooperazione istituzionale in una fase considerata cruciale per l’accertamento della verità. La tragedia di Crans-Montana, che ha profondamente colpito l’opinione pubblica europea, viene seguita con attenzione anche a livello internazionale, sia per il numero delle vittime, sia per la presenza di cittadini di diversi Paesi tra le persone coinvolte. Le autorità italiane, da parte loro, hanno ribadito l’intenzione di mantenere un costante canale di dialogo con le controparti svizzere, accompagnando nel contempo i familiari nel percorso giudiziario e istituzionale che si è aperto dopo il rimpatrio delle salme. Il sostegno diplomatico e consolare viene indicato come uno strumento essenziale per garantire trasparenza e accesso alle informazioni.

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