Le possibili conseguenze penali per i gestori
Nel caso in cui venisse riconosciuto il dolo eventuale, ovvero l’accettazione del rischio di provocare un evento così grave pur continuando a svolgere l’attività nelle stesse condizioni, le pene previste potrebbero risultare significativamente più elevate rispetto a quelle per il solo omicidio colposo. Secondo le prime valutazioni, in questo scenario le condanne potrebbero arrivare fino a 20 anni di reclusione, con la possibilità di disporre misure cautelari immediate nei confronti dei titolari, compresi eventuali arresti durante la fase istruttoria. Le autorità stanno inoltre analizzando il ruolo di altri soggetti che operavano nel locale la notte della tragedia, inclusi i membri del personale addetti al servizio ai tavoli, alla sicurezza e alla gestione delle luci e della musica, per verificare eventuali responsabilità individuali o concorsuali.
Una parte dell’inchiesta è dedicata anche al controllo delle autorizzazioni amministrative, delle certificazioni antincendio, dei piani di evacuazione e delle procedure interne di sicurezza adottate dal locale, per accertare se la struttura fosse effettivamente conforme alla normativa vigente alla data dell’evento.

Il momento dell’innesco ripreso dai video
Alcune registrazioni realizzate all’interno del Le Constellation durante la notte di Capodanno mostrano in modo particolarmente nitido il momento esatto dell’innesco dell’incendio, consentendo agli investigatori di collocare con precisione luogo, ora e azioni che hanno dato origine alle fiamme. In uno di questi video si nota una cameriera con casco nero, sollevata sulle spalle di un giovane mascherato, mentre innalza una bottiglia luminosa con effetto pirotecnico. La bottiglia, secondo quanto si vede nelle immagini, sfiora il controsoffitto e nello stesso punto compaiono le prime lingue di fuoco. Pochi istanti dopo, altri ragazzi vengono ripresi mentre accostano più candele pirotecniche, trasformandole in una sorta di improvvisato “falò” all’interno della sala gremita. In questo frangente, un minore tenta senza successo di spegnere le fiamme utilizzando un semplice panno, gesto che si rivela del tutto insufficiente a contenere l’incendio.
Le immagini mostrano come il fuoco si propaghi rapidamente, favorito dalla presenza di materiali altamente infiammabili nel controsoffitto e negli arredi, mentre i presenti iniziano a percepire la gravità della situazione solo quando il fumo diventa denso e la visibilità si riduce drasticamente.

Assenza di un intervento efficace del personale
Dall’analisi congiunta dei filmati e delle testimonianze emerge finora che nessuna registrazione documenta un intervento tempestivo ed efficace del personale del locale nei primi momenti successivi all’innesco delle fiamme. Nei video non compaiono immagini di acqua o estintori diretti verso il fuoco, né si notano la riaccensione delle luci in sala, l’interruzione immediata della musica o indicazioni chiare da parte dello staff per accompagnare i clienti verso le uscite di emergenza. Gli esperti stanno valutando il comportamento di ogni singolo dipendente presente, ricostruendo tramite i video spostamenti, tempi di reazione e azioni intraprese o omesse, per capire se vi siano stati ritardi, sottovalutazioni del rischio o carenze di formazione in materia di sicurezza antincendio.
Parallelamente, vengono verificate le condizioni delle vie di fuga, la segnaletica di sicurezza, l’illuminazione di emergenza e l’eventuale presenza di ostacoli lungo i percorsi di evacuazione, elementi che potrebbero aver inciso sul numero particolarmente elevato di vittime e feriti. Il lavoro di analisi delle immagini di sorveglianza e dei video amatoriali è tuttora in corso e dovrà portare, nelle prossime settimane, alla selezione delle prove ritenute più significative per definire con chiarezza la catena causale dell’incendio e le eventuali responsabilità penali.