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Crans-Montana, svelata l’identità della ragazza con il casco

Ritratto di Cyane Panine, la ragazza con il casco nel locale Le Constellation a Crans-Montana

Crans-Montana, svelata l’identità della ragazza con il casco – Il volto diventato simbolo della tragedia di Crans-Montana è stato definitivamente identificato. La giovane conosciuta in tutto il mondo come la “donna col casco” era Cyane Panine, una ragazza di 24 anni ritratta nei video diffusi dopo l’incendio del locale “Le Constellation”, mentre sorrideva pochi istanti prima del rogo che ha causato decine di vittime. Dopo giorni di incertezza e verifiche, le autorità elvetiche e i legali della proprietà del locale hanno confermato ufficialmente il decesso di Cyane, fugando ogni dubbio sull’identità della giovane. La notizia ha messo fine alle speranze di familiari e amici e ha dato un volto preciso a una delle figure più riconoscibili di questa vicenda.

Dettaglio della zona del locale Le Constellation a Crans-Montana

Crans-Montana, svelata l’identità della ragazza con il casco

I funerali si sono svolti il 10 gennaio a Sète, in Francia, città natale di Cyane, alla presenza di parenti, conoscenti e di una comunità profondamente colpita dall’accaduto. La cerimonia si è tenuta in forma sobria ma partecipata, con numerose testimonianze sul legame della ragazza con la sua città e sul suo percorso personale e professionale. Cyane lavorava come barista stagionale nella rinomata stazione sciistica svizzera di Crans-Montana ed era impiegata presso il Le Constellation. I titolari italiani del locale, i coniugi Moretti, avevano descritto la giovane come “come una di famiglia”, sottolineando il rapporto di fiducia e di vicinanza che si era creato nel corso delle stagioni.

La coreografia con il casco e le fontane pirotecniche

Nel materiale video raccolto dagli inquirenti e circolato anche sui social, Cyane si vede indossare un casco da motociclista, trasportata sulle spalle da un collega in mezzo ai clienti che festeggiano l’arrivo del 2026. Nelle mani tiene bottiglie di champagne sulle quali sono fissate fontane pirotecniche accese, utilizzate come elemento scenografico per animare la serata. Secondo le ricostruzioni preliminari, le scintille prodotte da questi dispositivi avrebbero raggiunto il materiale fonoassorbente montato sul soffitto del locale. Proprio il contatto con questo rivestimento avrebbe dato origine al soffitto di fuoco che, nel giro di pochi minuti, ha trasformato la sala in una trappola, causando la morte di 40 persone e numerosi feriti.

Il filmato con la ragazza con il casco, inizialmente percepito come un semplice momento di animazione interna al locale, è oggi considerato uno degli elementi chiave del fascicolo giudiziario. Per gli inquirenti si tratterebbe infatti di una prova visiva cruciale per documentare una possibile “fatale negligenza” e una gestione inadeguata dei dispositivi pirotecnici in un ambiente chiuso. La figura di Cyane, divenuta involontariamente il volto di questa tragedia, è così passata dall’essere protagonista di un’azione di intrattenimento a diventare un riferimento centrale nell’inchiesta sulla sicurezza del locale e sulle responsabilità connesse all’organizzazione dell’evento di Capodanno.

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