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“Dalla Dc a Forza Italia…”. Lutto nella politica italiana, se ne va un punto di riferimento

Il ruolo nella politica comasca tra Dc, Forza Italia e Pdl

Il percorso di Gianmaria Quagelli all’interno della politica italiana riflette, in scala locale, le trasformazioni che hanno interessato l’area moderata e cattolica del Paese dagli anni Ottanta a oggi. L’ingresso nella Democrazia Cristiana segna l’avvio di un impegno che, secondo chi lo ha conosciuto in quel periodo, era orientato soprattutto alla gestione responsabile delle istituzioni e alla tutela di un’identità civica fortemente radicata nel territorio comasco. In quegli anni, il consiglio comunale rappresentava uno dei principali luoghi di mediazione tra interessi diversi, e Quagelli vi partecipava con un profilo defilato ma costante.

Il successivo passaggio a Forza Italia, all’inizio del nuovo millennio, si inserisce nel più ampio processo di riorganizzazione dei partiti italiani dopo la fine della Prima Repubblica. Anche in questo nuovo quadro, Quagelli continua a essere identificato con un’area moderata, attenta ai temi del sociale e del volontariato, pur all’interno di una formazione politica caratterizzata da un’impostazione più marcatamente liberale. La confluenza nel Popolo delle Libertà rappresenta dunque un ulteriore passaggio formale, ma non modifica la sostanza del suo impegno, che rimane ancorato alla dimensione locale e alla concretezza delle decisioni amministrative.

Durante le amministrazioni guidate da Stefano Bruni, il contributo di Gianmaria Quagelli si sviluppa attraverso un costante lavoro di mediazione in aula consiliare. Le cronache politiche dell’epoca lo descrivono come un consigliere attento alle dinamiche interne ai gruppi, capace di mantenere un canale di comunicazione aperto con diverse componenti del consiglio. La sua capacità di conoscere a fondo i dossier cittadini, unita alla lunga esperienza maturata negli anni, lo rendeva un punto di riferimento per chi cercava un parere ponderato sulle questioni in discussione. Al di là degli schieramenti, diversi esponenti politici riconoscono a Quagelli di aver mantenuto un atteggiamento coerente con i principi di responsabilità e rispetto istituzionale, indipendentemente dal ruolo ricoperto di volta in volta. Questo aspetto viene oggi richiamato nei messaggi di cordoglio diffusi da ex colleghi e rappresentanti delle istituzioni, che sottolineano la sua disponibilità alla collaborazione e la capacità di distinguere il confronto politico dalla dimensione personale delle relazioni.

Il ricordo della comunità e dei familiari

La morte di Gianmaria Quagelli lascia una ferita profonda non solo all’interno delle istituzioni in cui ha operato, ma soprattutto nella cerchia familiare e tra le persone che hanno condiviso con lui percorsi di volontariato, fede e impegno civile. In queste ore il pensiero di molti è rivolto in particolare al nipote Juri e a tutti i familiari, che stanno ricevendo numerose manifestazioni di vicinanza. I messaggi giunti da cittadini comuni, associazioni e rappresentanti politici mettono in evidenza il tratto umano di Quagelli, descritto come una persona capace di coniugare fermezza di principi e gentilezza nei rapporti interpersonali. Nel messaggio diffuso dalla Cattedrale di Como, l’istituzione ecclesiale ha voluto sottolineare il valore del suffragio e della preghiera per accompagnare l’ultimo cammino di Gianmaria Quagelli, affidando la sua anima al Signore. Viene ricordato come un uomo che ha saputo essere presente con discrezione e continuità, senza mai ricercare visibilità personale. Nelle parole di chi lo ha visto all’opera ogni giorno, emerge il ritratto di un “uomo d’altri tempi”, rigoroso nei doveri ma sempre disponibile a mettersi al servizio di chi aveva bisogno di aiuto o di un orientamento.

Le testimonianze raccolte tra i volontari della Cattedrale di Como richiamano episodi di quotidiana attenzione: l’accompagnamento di persone anziane all’interno del Duomo, le spiegazioni pazienti offerte ai visitatori stranieri, la cura nel mantenere un clima di rispetto all’interno del luogo di culto. Molti ricordano anche il suo modo di accogliere i gruppi parrocchiali, le scolaresche e i turisti, presentando la Cattedrale non solo come un edificio storico di grande pregio, ma come il cuore spirituale della città. Analogamente, nel mondo della politica locale, la scomparsa di Gianmaria Quagelli viene letta come la perdita di una memoria storica dell’istituzione comunale. Chi ha condiviso con lui le sedute consiliari sottolinea la capacità di mantenere un atteggiamento rispettoso anche nei momenti di maggiore tensione e di ricordare, nei passaggi più delicati, il valore del mandato ricevuto dai cittadini. Il suo nome resta legato, per molti, a una stagione politica caratterizzata da una maggiore stabilità e da un forte radicamento territoriale dei rappresentanti eletti. Il funerale di Gianmaria Quagelli è stato fissato per lunedì 29 dicembre, con inizio alle ore 10.00, presso la cappella delle suore Giuseppine in via Borgovico, a Como.

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