Radio Maria a tutto volume: il giudice di Cuneo valuta il contesto
Come riporta Libero Quotidiano, il giudice Ruggiero Berardi, della sezione civile del Tribunale di Cuneo, ha però respinto la ricostruzione del vicino denunciante, ritenendo determinanti le circostanze personali legate a quel periodo.
L’uomo accusato di disturbare il vicinato, infatti, aveva spiegato che la radio non era utilizzata con l’obiettivo di provocare fastidio, ma per offrire conforto alla madre malata, una persona molto credente che traeva beneficio dalle preghiere e dalle trasmissioni dell’emittente religiosa.
Per il giudice è risultata “plausibile e verosimile la ricostruzione dell’uomo in merito alla collocazione della radio con finalità di beneficio per l’anziana madre”. Una valutazione legata anche al fatto che la donna, secondo quanto emerso nel procedimento, era ormai allettata e necessitava di assistenza.
Cuneo, Radio Maria e la sentenza: mancano le prove sul volume troppo alto
La decisione del tribunale non si è basata soltanto sull’aspetto umano della vicenda, ma anche sulla mancanza di elementi sufficienti per dimostrare l’effettivo superamento dei limiti di tollerabilità del rumore.
Secondo il giudice, infatti, non sarebbero state fornite prove concrete capaci di confermare che il volume della radio fosse davvero tale da configurare un disturbo illecito. Inoltre, è stato rilevato che l’utilizzo della radio non sarebbe proseguito oltre l’ottobre 2023.
Alla fine del procedimento, il tribunale ha quindi dato torto al vicino che aveva presentato la denuncia, condannandolo anche al pagamento di 1.500 euro di spese legali. Una decisione che chiude una singolare controversia nata tra due abitazioni confinanti e finita nelle aule di giustizia.