L’ipotesi dell’emorragia cerebrale
La cefalea a rombo di tuono può avere diverse cause. Tra quelle più importanti c’è l’emorragia subaracnoidea, che può verificarsi in seguito alla rottura di un aneurisma cerebrale. È proprio questo uno degli scenari che, secondo Barbanti, potrebbe essere preso in considerazione davanti a un mal di testa improvviso e violentissimo di questo tipo.
L’esperto ha sottolineato però che l’emorragia subaracnoidea non rappresenta l’unica possibile spiegazione. Anche per questo, senza conoscere gli esami effettuati, la natura dell’intervento e la diagnosi comunicata dai medici, non è possibile stabilire cosa abbia realmente provocato il malore di Di Battista.

Perché l’intervento è arrivato dopo alcuni giorni
Un altro interrogativo riguarda il momento dell’operazione. Di Battista non è stato operato immediatamente dopo il ricovero, ma dopo diversi giorni trascorsi in ospedale. Anche su questo punto Barbanti ha parlato per ipotesi, spiegando che un intervento dopo un episodio di cefalea particolarmente intenso può essere legato alla necessità di trattare una possibile emorragia cerebrale, un’emorragia subaracnoidea o, in altri scenari, una formazione tumorale.
Nel caso di un’emorragia subaracnoidea provocata dalla rottura di un aneurisma, il trattamento può avvenire attraverso tecniche differenti. Tra queste c’è l’intervento chirurgico tradizionale, definito “a cielo aperto”, ma esistono anche procedure endovascolari, meno invasive, che permettono di intervenire direttamente sui vasi sanguigni.
Il ritorno a Roma resta in attesa
Il viaggio di rientro in Italia previsto per Di Battista è stato quindi rinviato. Anche la possibilità di tornare a Roma dipenderà dall’evoluzione delle sue condizioni e dal tipo di problema affrontato con l’intervento. Secondo Barbanti, nel caso di una patologia aneurismatica bisogna inoltre tenere conto delle variazioni di pressione associate al volo e del rischio di complicazioni, compresi possibili spasmi dei vasi sanguigni.
Per questo motivo potrebbero essere necessari diversi giorni di convalescenza prima di affrontare il viaggio. L’esperto ha ricordato anche il caso di Pier Luigi Bersani, operato in passato per un problema di natura aneurismatica, sottolineando come, una volta risolto il problema, sia possibile recuperare una normale condizione di salute. Al momento, tuttavia, non sono stati resi pubblici elementi sufficienti per stabilire quale sia esattamente la patologia affrontata da Di Battista né quale sia stato il tipo di intervento eseguito a Cuba.