Il racconto del marito al vaglio della polizia
Dopo l’intervento nell’appartamento di piazza Diamare, il marito della vittima è stato accompagnato in commissariato per essere ascoltato dagli investigatori. La sua testimonianza viene esaminata dalla squadra mobile, chiamata a ricostruire con precisione la sequenza degli eventi e tutti gli spostamenti avvenuti nelle ore precedenti al ritrovamento. In questa fase non risultano conclusioni definitive sulla dinamica della morte né indicazioni ufficiali su eventuali responsabilità.
L’uomo avrebbe spiegato di aver lasciato l’abitazione in ordine e di averla ritrovata senza apparenti anomalie, con la porta chiusa dall’interno. Gli agenti stanno verificando questo passaggio attraverso i rilievi effettuati sul posto e mediante ulteriori riscontri tecnici. In casi come questo, ogni dichiarazione deve essere confrontata con i tempi, le tracce presenti nell’appartamento e gli eventuali elementi raccolti all’esterno dello stabile.
L’orario del decesso e i primi rilievi
Una prima stima del medico intervenuto nell’abitazione colloca il decesso intorno alle 14.30. Si tratta di un’indicazione preliminare, destinata a essere verificata attraverso gli esami medico-legali. L’orario sarebbe compatibile, secondo la ricostruzione fin qui emersa, con il periodo in cui il marito era fuori casa per prendere la bambina a scuola. Saranno però gli accertamenti successivi a definire con maggiore accuratezza quando sia avvenuta la morte.
La polizia scientifica ha documentato la scena con fotografie, rilievi e repertamenti. Sono stati esaminati la posizione del corpo, gli ambienti della casa, gli abiti della vittima e il foulard rinvenuto sul pavimento. Il lavoro degli specialisti è finalizzato a individuare impronte, fibre, tracce biologiche o altri dati che possano contribuire a ricostruire quanto accaduto tra le mura dell’appartamento.
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