
Provenienza ricina ipotesi ricino e accertamenti tecnici
Il punto più delicato dell’inchiesta riguarda ora la possibile origine della ricina. Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori figura quella di un veleno ricavato in modo artigianale dai semi della pianta del ricino, una sostanza che può essere estratta solo attraverso processi specifici e che, proprio per questo, diventa oggetto di particolare attenzione investigativa.
Le verifiche si stanno concentrando su diversi contesti potenzialmente compatibili: ambienti rurali, abitazioni private e anche contesti didattici legati a istituti tecnici o scuole di agraria, dove la pianta del ricino può essere utilizzata a fini di studio. Si tratta, sottolineano fonti investigative, di accertamenti tecnici e non di ipotesi accusatorie, finalizzati esclusivamente a individuare la possibile disponibilità della materia prima.
Parallelamente, resta attesa la relazione del Centro antiveleni Maugeri di Pavia, considerata un passaggio chiave per definire con precisione la natura della sostanza rilevata nei campioni biologici. Il lavoro degli specialisti dovrebbe chiarire non solo la compatibilità con la ricina, ma anche la possibile via di esposizione e l’intensità dell’intossicazione.
Nel frattempo, il legale di Gianni Di Vita, Vittorino Facciolla, ha sottolineato come gli elementi raccolti finora suggeriscano un quadro più ampio, evidenziando che “anche Gianni è entrato a contatto con la sostanza perché, evidentemente, se di avvelenamento si è trattato, lo stesso era un potenziale bersaglio”.