Milano Linate EES e il nodo dei nuovi controlli di frontiera
Alla base dei rallentamenti all’aeroporto di Milano Linate ci sarebbe anche l’impatto del nuovo sistema europeo di ingresso e uscita, l’EES (Entry/Exit System), entrato progressivamente in funzione nello spazio Schengen. Il meccanismo prevede la registrazione dei dati biometrici dei passeggeri, sostituendo il tradizionale timbro sul passaporto con impronte digitali e riconoscimento facciale.
Secondo quanto ricostruito, la fase di implementazione avrebbe generato tempi di attesa significativamente più lunghi del previsto. Una criticità che, in questa fase di transizione, sta ricadendo sugli scali e sui viaggiatori. Come riporta Il Giorno, il sistema è diventato operativo solo da pochi giorni in forma completa, ma la sua applicazione pratica sta già creando colli di bottiglia ai controlli di frontiera.
Il disagio ha avuto conseguenze immediate anche sul piano economico e organizzativo. Molti passeggeri rimasti a terra, riporta l’articolo del Giorno, hanno dovuto acquistare nuovi biglietti per rientrare nel Regno Unito, spesso a costi elevati e con itinerari alternativi complessi. Uno dei viaggiatori ha riferito: “Purtroppo il primo volo disponibile per Manchester per quattro persone è venerdì – ha detto – per cui ho dovuto spendere altri 1.100 pounds per tornare su Londra con British Airways e poi di lì rientrare in auto a Manchester”.
Sul fronte delle responsabilità, la compagnia aerea ha attribuito i disservizi ai ritardi nei controlli di frontiera, sottolineando di aver comunque tentato di attendere i passeggeri ancora in coda prima della partenza del volo. Secondo la ricostruzione, l’aereo è decollato solo quando l’equipaggio ha raggiunto i limiti operativi previsti dalle norme di sicurezza.