
È stata una giornata segnata da un epilogo drammatico nelle Dolomiti bellunesi, dove una escursione si è trasformata in una vicenda di ricerca e apprensione durata ore. La scoperta è arrivata nel pomeriggio, in un’area impervia e difficile da raggiungere, chiudendo una speranza che si era alimentata per tutta la mattinata. Una storia che ha mobilitato uomini e mezzi lungo sentieri, pareti e forre della zona.

Escursionista slovena morta Val di Fanes: il ritrovamento nei pressi di Ponte Outo
La escursionista, una donna di 54 anni, è stata individuata nel pomeriggio di martedì 9 giugno nei pressi di Ponte Outo, nel territorio del Bellunese. Il corpo si trovava in una forra sottostante, in un punto particolarmente impervio. Come riporta Fanpage, le operazioni di ricerca erano iniziate nella serata di lunedì 8 giugno dopo la denuncia di scomparsa.
Sul posto sono intervenuti i tecnici del Soccorso Alpino, i Carabinieri e la Guardia di Finanza, impegnati nelle fasi di recupero e nei primi accertamenti.

Escursionista morta Val di Fanes: le ricerche e gli ultimi spostamenti
Le attività di ricerca della escursionista si erano concentrate inizialmente sulla ricostruzione dei suoi ultimi movimenti. La segnalazione era partita dalla madre, che non riusciva più a contattarla ed aveva allertato i Carabinieri di Ortisei.
Le verifiche sulle immagini di videosorveglianza hanno permesso di individuare il passaggio dell’auto della donna nella serata di sabato 6 giugno in direzione Fiames. Successivamente il veicolo è stato rintracciato parcheggiato in località Felizon, all’ingresso del Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo. Un tassello che ha aiutato a delimitare l’area delle ricerche, poi estese tra Cortina d’Ampezzo e le vallate circostanti.
Scopriamo tutti i dettagli nella pagina successiva