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Calcio italiano in lutto, addio a un grande presidente

Ritratto di Rocco Commisso, presidente della Fiorentina

Calcio italiano in lutto, addio a un grande presidente – Il mondo del calcio e dell’imprenditoria internazionale è stato colpito da una notizia improvvisa e dolorosa: è morto Rocco Commisso, presidente della Fiorentina e fondatore del gruppo Mediacom. Aveva 76 anni ed è deceduto negli Stati Uniti, il Paese in cui era approdato da ragazzo e dove aveva costruito una delle storie imprenditoriali più note della comunità italo-americana.

Calcio italiano in lutto, addio a un grande presidente

Nella città di Firenze il suo nome è legato non solo alla presidenza della squadra viola, ma anche a uno stile diretto, alla richiesta di essere chiamato semplicemente “Rocco” e a una presenza costante accanto al club. La famiglia, nel comunicare la notizia, ha parlato di “dolore e tristezza”, sottolineando il legame umano, oltre che professionale, che Commisso ha mantenuto fino alla fine con le sue aziende e con la Fiorentina. La società viola ha diffuso una nota ufficiale sul proprio sito per annunciare la scomparsa del suo presidente. Nel testo viene tratteggiata la figura di un marito fedele, di un padre insieme rigoroso e affettuoso, di un dirigente “inarrestabile” che ha continuato a lavorare sino agli ultimi giorni, concentrandosi sia su Mediacom sia sulla Fiorentina. La famiglia ha ricordato come la squadra viola fosse per lui “la cosa più bella che si è regalato”, un bene che lo riportava simbolicamente all’adolescenza vissuta tra l’Italia e l’America.

Particolare rilievo viene dato al Viola Park, il centro sportivo inaugurato nel 2023 e destinato a portare per sempre il nome di Rocco Commisso. Nei corridoi di quella struttura, tra i ragazzi e le ragazze del settore giovanile, Commisso vedeva il riflesso del proprio percorso: un futuro da costruire passo dopo passo, come aveva fatto lui quando, dodicenne, lasciò la Calabria per gli Stati Uniti. Sette anni di presidenza, tre finali raggiunte (due di Conference League e una di Coppa Italia), ingenti investimenti e un confronto continuo con la tifoseria sono alcuni degli elementi che segnano il suo mandato a Firenze.

Le origini in Calabria e il viaggio verso l’America

Per comprendere il profilo di Rocco Commisso è necessario partire dalle sue radici. Nato a Marina di Gioiosa Ionica, in Calabria, era ancora un adolescente quando, a soli dodici anni, si imbarcò per gli Stati Uniti. Da quell’immagine di un ragazzo che attraversa l’Atlantico con poche certezze e molti interrogativi ha inizio una vicenda umana che lo porterà, decenni dopo, a entrare nella Forbes 400, l’elenco delle maggiori fortune statunitensi. Dopo l’arrivo negli USA, Commisso frequenta la Mount Saint Michael Academy nel Bronx, dove conclude gli studi superiori. Grazie al calcio, ottiene una borsa di studio e accede alla Columbia University, una delle università più prestigiose del Paese. Qui si laurea in ingegneria industriale e successivamente consegue un MBA, gettando le basi di una carriera che si svilupperà tra la finanza e il settore delle telecomunicazioni.

Prima di fondare la propria azienda, Commisso lavora in ambito finanziario e manageriale, accumulando esperienza nella gestione d’impresa e nel settore dei servizi via cavo. Nel 1995 dà vita a Mediacom, con l’obiettivo di portare la tecnologia, in particolare la televisione via cavo e la connettività, in aree spesso trascurate dai grandi operatori. È questa visione, dichiaratamente “americana” ma radicata nel suo percorso di emigrato, che lo porterà a diventare uno dei principali protagonisti del mercato del cavo negli Stati Uniti, con milioni di clienti serviti e un riconoscimento diffuso nel suo settore. Nel corso degli anni il suo nome viene legato a numerosi premi e riconoscimenti: l’Ernst & Young Entrepreneur of the Year Award, l’Ellis Island Medal of Honor, l’ingresso nella Cable Center Hall of Fame e il prestigioso Vanguard Award, tra gli altri. A livello internazionale, Commisso viene spesso indicato come uno degli esempi più noti di imprenditore italo-americano di successo, anche se in Italia il racconto della sua parabola professionale è stato a lungo parziale o limitato alle notizie sportive.

L’affermazione con Mediacom e i riconoscimenti aziendali

Sotto la guida di Rocco Commisso, Mediacom si afferma progressivamente come una delle principali società di telecomunicazioni via cavo negli Stati Uniti, con una presenza consolidata soprattutto nelle aree rurali e nei centri di medie dimensioni. L’azienda si distingue per una strategia mirata alla diffusione della banda larga e di servizi digitali avanzati in zone spesso marginali rispetto alle grandi metropoli, contribuendo alla riduzione del divario digitale. Negli ultimi anni di attività, Mediacom viene indicata da testate economiche e da società di consulenza come una delle realtà meglio gestite del settore. In particolare, la compagnia riceve il riconoscimento di Best Managed Company dal Wall Street Journal e da Deloitte Private, conferme che per Commisso rappresentavano non solo un traguardo personale ma una forma di legittimazione del modello di impresa che aveva costruito. Secondo quanto riportato da Mediacom, questi risultati sono stati ottenuti grazie a investimenti tecnologici costanti, a politiche di crescita organica e a un’attenzione particolare alla fidelizzazione della clientela.

Commisso ha più volte richiamato, nelle interviste rilasciate negli Stati Uniti, il valore del cosiddetto “sogno americano”, sottolineando come la sua esperienza di immigrato avesse inciso sulle scelte imprenditoriali e sulla volontà di offrire opportunità lavorative e di sviluppo professionale a migliaia di dipendenti. La struttura di Mediacom, fortemente radicata nei territori in cui opera, è stata spesso indicata come un modello di riferimento per la combinazione tra investimenti tecnologici e presenza locale. Parallelamente alla crescita aziendale, Commisso mantiene un forte legame con la comunità italo-americana, partecipando a eventi, iniziative culturali e progetti di sostegno alle nuove generazioni. La sua storia viene più volte citata come esempio emblematico di integrazione e successo economico costruito nel lungo periodo, attraverso studio, lavoro e una costante attenzione alla gestione d’impresa.

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