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“È nel mio bagaglio”. Panico a bordo dell’Easyjet: atterraggio d’emergenza in Italia

Il rischio nascosto nelle batterie al litio

L’attenzione degli operatori si sarebbe concentrata su uno smartphone collegato a un power bank e lasciato all’interno di un bagaglio in stiva. Il problema non riguarda il telefono in sé, ma le batterie al litio contenute in dispositivi di questo tipo. Si tratta infatti di componenti che, se danneggiati o soggetti a surriscaldamento, possono generare fumo o incendi.

Per questo motivo le compagnie aeree adottano regole molto rigide: i power bank generalmente devono essere trasportati nel bagaglio a mano e non in stiva, proprio perché in cabina l’equipaggio può intervenire rapidamente in caso di anomalie.

Un eventuale incendio nella stiva rappresenterebbe uno scenario molto più complesso da gestire durante il volo.

La decisione dell’equipaggio e la posizione di EasyJet

La compagnia ha spiegato di avere scelto la deviazione del volo esclusivamente per ragioni preventive. Secondo quanto dichiarato da un portavoce, il comandante avrebbe deciso di modificare la rotta seguendo i protocolli di sicurezza previsti per situazioni potenzialmente a rischio.

L’aereo è atterrato regolarmente a Roma Fiumicino e tutti i passeggeri sono sbarcati senza conseguenze. EasyJet ha inoltre riferito di aver fornito sistemazione in hotel e pasti quando possibile, mentre ad alcuni viaggiatori rimasti nell’aeroporto sarebbero stati distribuiti rinfreschi in attesa della ripartenza.

La compagnia ha infine ribadito che la sicurezza di passeggeri ed equipaggio rappresenta la priorità assoluta.

Perché episodi simili preoccupano sempre di più il settore aereo

Negli ultimi anni il trasporto di dispositivi elettronici e batterie portatili è diventato uno dei temi più monitorati nel settore dell’aviazione. L’aumento dell’utilizzo di smartphone, tablet e power bank ha portato molte compagnie ad aggiornare regole e controlli per ridurre rischi potenzialmente pericolosi.

Anche se casi di incendi legati alle batterie restano relativamente rari, i protocolli internazionali prevedono interventi immediati quando emerge anche un semplice sospetto. Per questo motivo, anche in assenza di fiamme o di segnali evidenti di malfunzionamento, un equipaggio può decidere di effettuare un atterraggio precauzionale, come avvenuto nel caso del volo partito dall’Egitto.

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