Il luogo del pestaggio e le verifiche degli investigatori
Resta da stabilire l’esatto punto in cui si sarebbe verificato il pestaggio mortale a Sangineto. Lo spazio esterno alla discoteca è esteso e comprende parcheggi, abitazioni private e terreni agricoli, elementi che rendono più complessa la delimitazione della scena dell’aggressione.
Polizia e carabinieri proseguono nell’analisi delle registrazioni e delle testimonianze disponibili. L’obiettivo è definire ogni passaggio della notte, individuare eventuali ulteriori responsabilità e accertare il ruolo di tutte le persone coinvolte.
Dopo l’aggressione, Perrotta era stato soccorso e portato all’ospedale di Cetraro. Con il peggioramento delle condizioni, il 34enne era stato trasferito nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Cosenza, dove è morto nonostante i tentativi dei medici.



Discoteca chiusa per 15 giorni dopo la morte di Perrotta
Parallelamente al procedimento giudiziario, il questore di Cosenza Antonio Borrelli ha disposto la sospensione per 15 giorni della licenza del locale. Il provvedimento amministrativo, ha precisato la Questura, è autonomo rispetto all’accertamento di eventuali responsabilità dell’esercente.
La sospensione ha infatti l’obiettivo di “impedire, attraverso la chiusura dell’attività, il protrarsi di una situazione di pericolosità sociale allo scopo di tutelare l’ordine e la sicurezza dei cittadini, indipendentemente da ogni responsabilità dell’esercente”.
L’area sarà inoltre sottoposta ai controlli delle pattuglie impegnate sul territorio, anche per verificare il rispetto della chiusura. Ma la vicenda è tutt’altro che conclusa.
Le indagini sulla morte di Antonio Perrotta proseguono per chiarire quanto avvenuto e definire ogni responsabilità. Il fermo rappresenta un atto della fase investigativa e le posizioni dei due fratelli dovranno essere valutate nelle sedi competenti, nel rispetto della presunzione di innocenza.