Le dimissioni di Filippo Blengino e le contestazioni sulla gestione
In una nota diffusa dopo la riunione, l’ex segretario ha spiegato le ragioni della sua decisione, definita irrevocabile. «È una scelta profundamente dolorosa, maturata di fronte a una degenerazione politica e a gravi irregolarità che impedisco la tenuta di un congresso regolare», ha affermato Blengino, richiamando «gravi opacità nella gestione delle iscrizioni» e «anomalie che investono il XXIV Congresso».
Le parole dell’ex dirigente non si limitano alla contestazione tecnica delle procedure. Blengino sostiene che il partito abbia progressivamente smarrito il proprio metodo di azione e di discussione, fino a mettere in secondo piano le garanzie democratiche. Nel suo racconto, il confronto tra posizioni differenti sarebbe stato sostituito da una contrapposizione sempre più personale.
«Un movimento nato per combattere la partitocrazia ne è diventato una delle piu’ grottesche rappresentazioni. La trasparenza e’ ostacolata, le regole democratiche sono considerate un intralcio e chi dissente viene trattato come un nemico», ha dichiarato. Si tratta di accuse che segnano una rottura netta con l’attuale impostazione del movimento e che pongono al centro il tema del funzionamento degli organi interni.
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