
Le elezioni Usa di midterm cambiano gli equilibri politici di Washington: i democratici ottengono il controllo sia della Camera dei Rappresentanti sia del Senato. Per Donald Trump e il Partito repubblicano si profila una sconfitta di ampia portata, destinata a incidere sugli ultimi due anni del mandato presidenziale.
Il risultato arriva sullo sfondo delle preoccupazioni degli elettori per il costo della vita, l’aumento dei prezzi dell’energia e la guerra contro l’Iran. Trump respinge l’interpretazione di una bocciatura personale, pur riconoscendo che il conflitto potrebbe avere avuto un peso nel voto.

Elezioni Usa midterm, democratici alla Camera e al Senato
Dopo aver conquistato la maggioranza alla Camera, il Partito democratico ottiene anche il Senato. Le proiezioni attribuiscono ai democratici cinque seggi sottratti ai repubblicani, oltre la soglia di quattro necessaria per assumere il controllo della Camera alta mantenendo le posizioni già detenute.
La svolta era considerata difficilmente prevedibile fino a pochi mesi fa. L’opposizione disporrà ora di entrambi i rami del Congresso e potrà esercitare un controllo più incisivo sull’amministrazione, oltre a rendere più complessa l’approvazione dell’agenda della Casa Bianca.
Le principali televisioni americane hanno descritto Trump come una “lame duck”, espressione usata per un presidente politicamente indebolito. La definizione fotografa una situazione nuova: il presidente conserverà gli strumenti dell’esecutivo, ma dovrà confrontarsi con una maggioranza parlamentare ostile.

Trump dopo le midterm: “Non considero la sconfitta un colpo nei miei confronti”
In un’intervista a Fox News, Donald Trump ha negato che il voto rappresenti un giudizio diretto sulla sua presidenza. “Non lo considero un colpo nei miei confronti”, ha dichiarato, difendendo il lavoro svolto dall’amministrazione.
Il presidente ha aggiunto: “Abbiamo vissuto i due anni migliori nella storia della presidenza, per quanto riguarda l’economia e tutto ciò che abbiamo realizzato”. Una ricostruzione che si contrappone ai dati dei sondaggi diffusi durante la notte elettorale.
Secondo una rilevazione Associated Press, sei elettori su dieci disapprovano l’operato di Trump. Il voter poll della Cnn indicava inoltre una disapprovazione al 62%, con circa tre intervistati su quattro insoddisfatti dell’andamento del Paese. Al centro del malcontento emergono soprattutto prezzi, carburanti e giudizi sull’azione del governo.
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