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Elicottero precipitato, il racconto dell’unico superstite

Pochi istanti, poi il rumore assordante dell’impatto e tutto quello che è successo dopo. Un incidente violentissimo, nel quale due colleghi hanno perso la vita e dal quale lui è uscito miracolosamente vivo. A distanza di giorni dallo schianto dell’elicottero avvenuto in Bosnia-Erzegovina durante la missione europea Eufor-Althea, arriva la testimonianza dell’unico superstite della squadra sanitaria della Croce Rossa Italiana. Dal letto dell’ospedale, ancora ricoverato per le ferite riportate, il tenente colonnello medico Flavio Favari ha raccontato quei momenti drammatici, ricordando anche le due persone che non sono sopravvissute.

Lo schianto e quei pochi secondi che hanno cambiato tutto

«È un miracolo che io sia ancora vivo. Ricordo solo che è stata questione di un secondo, di un impatto violentissimo». Sono queste le parole con cui Flavio Favari ha descritto l’incidente che ha coinvolto il team Medevac della Croce Rossa Italiana impegnato nella missione europea in Bosnia-Erzegovina.

Il militare si trova attualmente ricoverato nell’ospedale di Tuzla, dove sta ricevendo le cure necessarie dopo le ferite riportate nello schianto. Il suo racconto restituisce la drammaticità di un incidente avvenuto in pochissimi istanti, tanto violento da lasciare un solo sopravvissuto tra i tre componenti della squadra sanitaria italiana.

Favari ha spiegato di ricordare soprattutto la rapidità con cui tutto è accaduto. Un impatto improvviso, devastante, che non gli ha lasciato il tempo di comprendere pienamente quello che stava succedendo. La consapevolezza di essere ancora vivo, mentre due colleghi non ce l’hanno fatta, accompagna ora il suo percorso di recupero.

Chi erano i due militari morti nell’incidente

Nello schianto hanno perso la vita il tenente commissario Franco Adriano Zecchillo e la sergente Laura Procacci, entrambi appartenenti al Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana.

I due militari facevano parte della stessa squadra sanitaria impegnata nella missione internazionale. Una tragedia che ha colpito profondamente la comunità della Croce Rossa, lasciando un vuoto tra colleghi, volontari e persone che avevano condiviso con loro il servizio.

Favari è rimasto l’unico superstite del gruppo. Mentre prosegue il ricovero a Tuzla, il suo pensiero è accompagnato anche dal ricordo dei due colleghi che hanno perso la vita nell’incidente.

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