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“Era nella doccia, poi…”. Federica Torzullo, nuovi terribili dettagli dal marito: l’agghiacciante racconto, magistrati sconvolti

Il trasporto del corpo e il tentativo di cancellare le tracce

Secondo quanto riferito da Carlomagno, dopo l’accoltellamento il corpo senza vita di Federica Torzullo sarebbe stato trascinato lungo le scale della villetta e caricato nel bagagliaio della sua automobile. Subito dopo, l’uomo avrebbe provveduto a ripulire l’area del delitto, cercando di eliminare le tracce ematiche presenti nella stanza da bagno e nelle altre parti dell’abitazione.

Gli inquirenti, pur tenendo conto della confessione, ritengono che la versione fornita presenti ancora elementi da approfondire. Restano infatti da chiarire alcuni passaggi temporali e logistici delle ore successive all’omicidio, motivo per cui le indagini proseguono con accertamenti tecnici e testimonianze integrative.

Nella sua ricostruzione, Claudio Carlomagno afferma di aver pensato inizialmente al suicidio, senza tuttavia riuscire a portare a compimento tale gesto. In seguito, avrebbe concentrato la propria attenzione sull’occultamento del corpo e sull’eliminazione di ogni possibile prova.

Il cadavere di Federica Torzullo sarebbe stato collocato nel cassone del camion in uso all’uomo, insieme ai teli impiegati per ripulire il sangue. Successivamente, sempre stando al suo racconto, l’indagato avrebbe dato fuoco a un sacchetto nel tentativo di “eliminare le tracce” riferibili al delitto.

Area industriale collegata al ritrovamento del corpo di Federica Torzullo

Il rogo incontrollato e la sepoltura del cadavere

La versione fornita da Carlomagno indica che il fuoco acceso per distruggere parte delle prove sarebbe presto sfuggito al suo controllo. L’uomo avrebbe notato che le fiamme stavano coinvolgendo anche il corpo di Federica Torzullo, circostanza che lo avrebbe indotto a intervenire per spegnere il rogo.

A questo punto, sempre secondo il suo racconto, l’indagato avrebbe gettato sabbia sulle fiamme e utilizzato una pala, colpendo ripetutamente il cadavere e provocando ulteriori lesioni al corpo già senza vita della donna. L’amputazione di una gamba, elemento emerso dagli accertamenti medico-legali, sarebbe stata invece collegata – nella sua versione – all’impiego di una ruspa utilizzata per scavare una fossa profonda circa due metri, destinata alla sepoltura del corpo.

Prima di procedere alla sepoltura, Claudio Carlomagno dichiara di aver montato il cassone sul camion e di aver vagato per circa mezz’ora con il corpo della moglie all’interno del mezzo, indeciso sul da farsi. In questo lasso di tempo si sarebbe recato in una cava di Anguillara, dove avrebbe acquistato materiali di risulta e detriti.

Solo successivamente, riferisce ancora l’indagato, avrebbe fatto ritorno al deposito della sua azienda, maturando la decisione di scavare la fossa e seppellire il corpo di Federica Torzullo. Le autorità stanno ora confrontando ogni dettaglio del racconto con gli elementi oggettivi raccolti – rilievi, esami scientifici e tracciati dei movimenti – per definire in maniera completa la dinamica del femminicidio e delle azioni successive all’omicidio.

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