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Esplosione a Roma, due morti: “Una bomba!”

Casale del Sellaretto a Roma dopo il crollo causato da un'esplosione

Mattinata di venerdì 20 marzo a Roma: nel Parco degli Acquedotti i vigili del fuoco hanno trovato i corpi senza vita di un uomo e di una donna tra le macerie del Casale del Sellaretto, un edificio abbandonato in via delle Capannelle 221. Le prime verifiche avevano orientato l’intervento su un possibile cedimento strutturale, ma gli elementi emersi nel corso della giornata hanno indirizzato gli accertamenti verso un’esplosione. Sul corpo del giovane è stata riscontrata la «mutilazione traumatica di un braccio», particolare che ha portato gli inquirenti a valutare l’ipotesi del maneggio di materiale esplosivo. Le vittime sarebbero state identificate come Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone.

Esplosione al Casale del Sellaretto: cosa è emerso dalle indagini

Il rinvenimento dei due cadaveri ha fatto scattare l’intervento della Digos e della Polizia Scientifica. Secondo la ricostruzione riportata dagli investigatori, i due giovani si sarebbero trovati nel casale per preparare un ordigno. L’episodio sarebbe avvenuto nella serata di giovedì, quando una detonazione avrebbe provocato il sollevamento del tetto dell’edificio, seguito dal cedimento della struttura.

Alcuni residenti e persone presenti nella zona hanno riferito di aver sentito un boato. In base a quanto riportato, «nessuno sarebbe intervenuto per verificare» fino alla mattina successiva, quando un runner avrebbe notato i danni e dato l’allarme.

Le vittime e i collegamenti con l’area anarchica

Le informazioni raccolte, riporta Il Mattino, avrebbero evidenziato un collegamento dei due giovani con l’area riconducibile ad Alfredo Cospito, militante anarco-insurrezionalista coinvolto in vicende giudiziarie. Per quanto riguarda Sara Ardizzone, viene ricordato un episodio già noto alle cronache: durante un processo avrebbe «letto in aula il proclama pro-Cospito».

L’identificazione delle vittime sarebbe stata agevolata anche dalla presenza di tatuaggi sui resti. Gli accertamenti sull’esatta dinamica dell’esplosione e sull’eventuale presenza di ulteriori materiali nel sito sono affidati agli organi competenti.

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