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Eventi meteo estremi in Italia: la mappa delle regioni a rischio

Sardegna orientale, la seconda finestra

La seconda fase indicata nella mappa riguarda invece il periodo compreso tra il 10 ottobre e il 15 novembre. In questo caso l’area segnalata è soprattutto quella della Sardegna orientale.

Lo scenario ipotizzato comprende una depressione capace di richiamare aria calda e umida da sud-est. Anche in questo caso entrerebbero in gioco i rilievi dell’isola, che possono favorire il sollevamento dell’aria e contribuire allo sviluppo delle precipitazioni.

Si tratta però di una finestra climatica potenzialmente favorevole, non di una previsione secondo cui un determinato evento si verificherà necessariamente in quelle date.

Sicilia orientale e Calabria ionica

La terza finestra indicata si estende dal 20 ottobre al 30 novembre. A essere maggiormente osservate, secondo la mappa, sarebbero la Sicilia orientale e la Calabria ionica.

In questo caso la combinazione individuata comprende le temperature elevate del Mar Ionio, correnti umide e la presenza di rilievi. Sono tutti fattori che, se combinati con una configurazione atmosferica adeguata, possono contribuire alla formazione di precipitazioni molto intense.

Proprio sulla lettura della mappa è arrivato però un importante invito alla prudenza. Andrea Pisano, fisico e ricercatore dell’Istituto di Scienze Marine del CNR, ha riconosciuto la validità del meccanismo generale e dei calcoli, sottolineando però alcuni limiti nell’interpretazione.

La temperatura superficiale del mare, infatti, non dimostra automaticamente che la stessa anomalia interessi anche i primi 20 metri d’acqua. Inoltre, il calore presente nel mare non si trasferisce in modo diretto alle precipitazioni: tra i diversi elementi entrano in gioco numerosi processi atmosferici.

Anche le finestre temporali regionali, pur considerate plausibili, non possono essere interpretate come una previsione precisa degli eventi. Una stagione più piovosa della media, inoltre, non significa automaticamente che si verificheranno alluvioni.

L’autunno 2026 resta difficile da prevedere

Le proiezioni stagionali di Copernicus indicano per l’autunno 2026 un possibile segnale verso condizioni più piovose della media in alcune zone dell’Europa meridionale e occidentale. Ma le previsioni a questa distanza temporale presentano ancora un livello di incertezza elevato.

Il dato sul Mediterraneo resta quindi uno degli elementi da monitorare, soprattutto considerando le temperature raggiunte durante l’estate. Per capire se l’enorme quantità di calore accumulata dal mare contribuirà realmente a rendere più frequenti o intensi determinati episodi di maltempo bisognerà seguire l’evoluzione delle configurazioni atmosferiche nelle singole settimane.

E mentre l’autunno si avvicina, sono soprattutto Liguria, alta Toscana, Sardegna orientale, Sicilia orientale e Calabria ionica le aree finite sotto osservazione nella mappa dedicata ai possibili scenari meteorologici dei prossimi mesi.

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