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Fa un bagno in piscina, ora rischia di diventare cieco: cosa è successo

Lenti a contatto in piscina, il rischio per la cornea

Il caso di Matt Flack ha riportato l’attenzione su una precauzione importante per chi utilizza le lenti a contatto: evitare di indossarle quando si entra in acqua. Il fatto che si tratti di lenti giornaliere, infatti, non elimina il rischio associato all’esposizione all’acqua. La vicenda del fotografo britannico non dimostra da sola che l’infezione sia stata contratta precisamente nella piscina indicata dall’uomo: si tratta della sua ricostruzione dell’accaduto. Le fonti che hanno raccontato la storia collegano comunque la diagnosi alla permanenza a Bali e all’uso delle lenti durante le attività acquatiche.

Per Flack adesso è iniziato un periodo di trattamento che dovrebbe durare circa tre mesi. L’obiettivo è riuscire a eliminare l’infezione e preservare il più possibile la funzionalità dell’occhio. La prognosi resta legata alla risposta alla terapia: se la malattia dovesse continuare a peggiorare o non rispondere adeguatamente alle gocce, potrebbero rendersi necessari trattamenti più complessi, fino a un possibile trapianto di cornea e ulteriori interventi.

È proprio l’incertezza sul futuro della vista ad aver spinto il 38enne a cambiare radicalmente le proprie abitudini. Ha deciso di non utilizzare più le lenti a contatto e di raccontare pubblicamente la propria esperienza per mettere in guardia altri portatori. «È importante che chi porta le lenti a contatto capisca che il solo fatto di usare lenti giornaliere non significa essere al sicuro. Io usavo lenti a contatto giornaliere, eppure eccomi qui. Se riuscissi a convincere anche solo un paio di persone a togliersi le lenti a contatto prima di tuffarsi in piscina, sarebbe una buona notizia, perché nessuno dovrebbe trovarsi in una situazione simile», ha aggiunto.

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