Fakir morto a Bologna, il nuovo video e le ipotesi sulla dinamica del fermo
A riaccendere il confronto sulla morte di Abderrahim Fakir è stato un nuovo video registrato da una finestra di un appartamento di via Svevo, a Bologna e diffuso nelle ultime ore. Le immagini mostrano il corpo dell’uomo dopo il decesso, a terra, coperto da un lenzuolo e con le caviglie legate, prima dell’arrivo degli operatori della scientifica.
Nel filmato, riporta Leggo, compare anche una chiazza di sangue nella zona della nuca, con alcuni rivoli apparentemente diretti verso il volto. L’elemento ha alimentato il dibattito tra le parti coinvolte nell’inchiesta.
L’avvocato Fabio Anselmo, che assiste la famiglia Fakir, ha sollevato interrogativi sulla dinamica, precisando: «Non sono in grado di interpretare la presenza del sangue perché non faccio ricostruzioni medico-legali». Il legale ha poi aggiunto: «Come ci è finito tutto quel sangue nei polmoni? L’ha inalato perché l’hanno battuto. Non è sangue esterno. Cosa c’entra la cocaina? La cocaina non provoca tutto questo».
Di diverso avviso la difesa degli agenti indagati. L’avvocato Gabriele Bordoni ha sostenuto che la ferita alla nuca sarebbe compatibile con una caduta accidentale durante la colluttazione e che il sangue sul volto potrebbe essere dovuto alla posizione assunta dal corpo.
Le indagini dovranno ora ricostruire con precisione tempi e modalità del fermo. La Procura è chiamata ad accertare cosa sia accaduto nei momenti che hanno preceduto la morte del 42enne e a chiarire eventuali responsabilità.