Gli ultimi minuti e l’intervento della polizia
La prima richiesta di soccorso al 118 risale alle 11.59. Alle 12.15 sarebbero arrivati due agenti di polizia, rispettivamente di 23 e 28 anni; il capopattuglia avrebbe attivato la bodycam.
Per circa trenta minuti, secondo la ricostruzione disponibile, gli agenti avrebbero atteso che Fakir ritrovasse la calma. La situazione sarebbe poi degenerata quando il 42enne si è scagliato contro un’auto che stava entrando nei garage, quindi contro il conducente e successivamente contro i poliziotti.
Stando a quanto emerso, Fakir avrebbe tentato anche di mordere gli agenti. Dopo il morso alla gamba di uno di loro, sarebbe stato impiegato lo spray al peperoncino. I filmati delle bodycam relativi a questa parte dell’intervento non sono stati diffusi pubblicamente.
🇮🇹⚡️CASO FAKIR – LE IMMAGINI DEI PRIMI MOMENTI DELL'INTERVENTO DEGLI AGENTI ⚡️🇮🇹
— olivier (@OlivierSolaro) July 23, 2026
2️⃣2️⃣ Luglio 2026
Bologna, il sindacato di polizia si prodiga per denunciare Lepore: “Non siamo carne da macello. pic.twitter.com/gHMZ50jHCN
Oggi a #Bologna #AbderrahimFakir è morto dopo una colluttazione con agenti della Polizia. Ho visto e rivisto il video: rabbia e impotenza. Indipendentemente dai suoi trascorsi, è inaccettabile morire così. Resta il suo grido: «Aiuto, basta, basta!». La vita è sacra. pic.twitter.com/Xu0lythrHb
— Pietro Bartolo (@bartolopietro1) July 19, 2026
Le immagini del blocco e l’arrivo dei soccorsi
Nei video resi pubblici, Abderrahim Fakir viene mostrato a terra, in posizione prona. Le immagini sembrano mostrare un agente mentre gli mantiene la testa sull’asfalto e lo colpisce due volte; Fakir riesce poi a liberare un braccio, mentre un cittadino gli tiene ferme le gambe.
L’uomo continua a gridare “Aiuto” e “basta”. Successivamente, i lamenti si affievoliscono fino a interrompersi. Alle 12.48 giunge l’automedica e, nel frattempo, i volontari avrebbero già iniziato le manovre di rianimazione.
Indagini sulla morte di Abderrahim Fakir
La Procura di Bologna sta esaminando una sequenza più ampia rispetto a quella mostrata nei filmati circolati online. Nel registro delle annotazioni preliminari figurano sei persone: i due poliziotti intervenuti e quattro operatori sanitari.
L’inserimento, viene precisato, non comporta automaticamente l’iscrizione nel registro degli indagati. Gli inquirenti hanno acquisito le bodycam, le chiamate effettuate dai residenti, le comunicazioni radio e i contatti avuti con il 118.
Un collegio di specialisti, attraverso l’autopsia, dovrà chiarire cause e tempi della morte. Gli accertamenti restano in corso e ulteriori sviluppi sono attesi nelle prossime fasi dell’indagine.