
Nuovi atti nel procedimento noto come famiglia del bosco, che riguarda tre minori allontanati dai genitori e collocati in una casa famiglia. La vicenda resta oggetto di valutazioni e verifiche da parte dell’autorità giudiziaria, con l’acquisizione di relazioni tecniche e aggiornamenti sul percorso dei bambini.
Il fascicolo è tuttora aperto e proseguono gli approfondimenti sulla situazione familiare e sulle condizioni dei minori, nell’ambito delle procedure previste e degli incontri monitorati. Nelle ultime ore, secondo quanto riportato da fonti di stampa, è stato inserito agli atti un nuovo documento destinato a incidere sul dibattito pubblico e giudiziario.


Il caso della famiglia del bosco: lettera depositata nel fascicolo
È stata depositata una lettera firmata dalla madre, Catherine, indirizzata alla tutrice Maria Luisa Palladino e alla curatrice Marika Bolognese, figure nominate dal tribunale. Il documento, acquisito nel procedimento, contiene contestazioni in merito alla gestione dei minori nella struttura che li ospita e al lavoro degli operatori coinvolti nel percorso.
La madre, nella lettera, afferma di aver osservato un peggioramento delle condizioni emotive dei figli nel periodo di permanenza in casa famiglia e attribuisce responsabilità a chi, a suo dire, avrebbe dovuto tutelarli.
Le dichiarazioni riportate nella lettera di Catherine
Nel testo viene riportata una dichiarazione diretta della donna: “Ho dovuto guardare la completa distruzione, il trauma e l’ansia costante crescere nei miei tre figli, ogni giorno per quasi tre mesi. E le stesse persone che avrebbero dovuto proteggerli dal male stanno attivamente supportando tutto questo”.
Secondo quanto contenuto nella missiva, la madre sostiene inoltre che alcune segnalazioni e richieste provenienti dai bambini non sarebbero state prese in considerazione. La lettera riporta: “Le loro richieste d’aiuto – si legge nella missiva pubblicata in esclusiva dal quotidiano il Centro – sono state ignorate, liquidate, non credute e purtroppo non è stata intrapresa alcuna azione in loro favore. Invece sono stati dati in dono zucchero, istruzione e siringhe. Bugie sul fatto che non mi sarei impegnata ad avere un insegnante quando ce ne andremo e che sarei d’accordo con le bugie e le informazioni distorte e ingannevoli diffuse da questa struttura”.
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