Famiglia nel bosco Vasto e attesa Corte d’Appello
Sul piano giudiziario, la vicenda resta aperta e complessa. È attesa la pronuncia della Corte d’Appello dell’Aquila sul reclamo presentato dai difensori della coppia. L’udienza si svolgerà in forma cartolare, attraverso il deposito di note scritte, senza presenza fisica delle parti.
Nel frattempo, emergono ulteriori elementi sul contesto in cui vivono i bambini. Nathan non avrebbe ancora trasferito tutti gli effetti personali dei figli nella nuova abitazione messa a disposizione dal Comune, inizialmente accessibile solo con chiavi di cantiere. Solo di recente ha ottenuto le chiavi definitive dell’immobile.
Parallelamente, proseguono le indagini dei carabinieri di Vasto su una serie di scritte comparse in diversi punti della città: dalla struttura che ospita i minori fino alla sede della polizia, dalla questura alla scuola primaria “Martella”, passando per i servizi sociali di via Bosco e la chiesa dell’Incoronata. Frasi dure, indirizzate contro giudici minorili, assistenti sociali e istituzioni, attribuite a un gruppo organizzato noto come “ViVi”, attivo su Telegram.
In questo scenario già carico di tensione, Tonino Cantelmi sottolinea anche un altro passaggio delle relazioni cliniche: la disponibilità della Ctu ad ascoltare i minori e la necessità, a suo avviso, di un percorso che non interrompa bruscamente i legami familiari. Una riflessione che si intreccia con la delicatezza del caso e con la difficoltà di bilanciare tutela, stabilità e bisogni affettivi.
La vicenda della famiglia nel bosco di Vasto continua così a muoversi tra aule giudiziarie, valutazioni psicologiche e segnali emotivi dei bambini, in un equilibrio ancora lontano da una definizione stabile.