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Famiglia sterminata a Roma, l’orrore peggiore: cosa succede

Chi erano Luca Abbasciano, Valentina Pambianco e Bianca

Luca Abbasciano lavorava come tecnico informatico, anche da remoto. La moglie Valentina Pambianco aveva invece lasciato il proprio lavoro per assistere la figlia Bianca, che aveva una disabilità molto grave e necessitava di cure e attenzioni costanti.

Nel tempo, secondo quanto emerso, la donna si era rivolta ai servizi sociali nella ricerca di sostegno e possibili percorsi per la bambina. La famiglia era conosciuta dai servizi anche per la propria situazione economica, pur senza trovarsi in condizioni di marginalità.

Il presidente del IV Municipio, Massimiliano Umberti, ha riferito che i genitori affrontavano da anni una quotidianità resa complessa dalle condizioni della figlia. Al momento, gli elementi raccolti vengono esaminati con cautela nell’ambito dell’indagine.

La pistola trovata nella villetta di Roma

Tra gli elementi al vaglio degli investigatori c’è una pistola Glock regolarmente registrata, recuperata nell’abitazione. L’arma, secondo le informazioni finora disponibili, sarebbe stata intestata a Luca Abbasciano, che era titolare di porto d’armi.

Il ritrovamento della Glock è centrale per chiarire la dinamica della tragedia di Pietralata, ma non consente ancora di indicare chi l’abbia utilizzata. Gli accertamenti balistici e medico-legali dovranno stabilire da chi siano stati esplosi i colpi e in quale ordine.

Gli inquirenti dovranno inoltre ricostruire gli ultimi movimenti dei componenti della famiglia dentro la casa, verificando la successione delle ferite che hanno raggiunto i tre e l’animale. È questo uno dei passaggi decisivi per definire quanto accaduto.

Le lettere in casa e l’ipotesi di omicidio-suicidio

Nella villetta sarebbero state trovate diverse lettere, destinate a più familiari e contrassegnate con i nomi dei destinatari. Il loro contenuto, secondo quanto emerso, includerebbe volontà della coppia e indicazioni rivolte ai parenti per il periodo successivo al ritrovamento dei corpi.

Per gli investigatori, questi scritti rappresentano un elemento che rafforza la pista dell’omicidio-suicidio familiare e dell’eventuale pianificazione del gesto. Tuttavia, le lettere non chiarirebbero chi abbia materialmente impugnato la pistola.

Dai primi riscontri, inoltre, non sarebbero emersi segnali di particolari contrasti tra marito e moglie. La situazione resta quindi oggetto di verifiche, senza conclusioni definitive sulla responsabilità e sulla precisa sequenza degli eventi.

Indagini in corso sulla morte della famiglia a Pietralata

La Procura e i carabinieri proseguono gli approfondimenti tecnici per arrivare a una ricostruzione completa. Esami balistici, valutazioni medico-legali e analisi di tutti gli elementi rinvenuti nell’abitazione dovranno fornire risposte ai principali interrogativi.

Il nodo dell’inchiesta resta quello di stabilire chi abbia sparato. Solo gli accertamenti in corso potranno chiarire l’utilizzo dell’arma, l’ordine dei colpi e le circostanze che hanno preceduto la morte di Luca Abbasciano, Valentina Pambianco e della piccola Bianca.

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