Federica Pellegrini, grande dolore: “Una notizia che mi strazia l’anima”
Nei giorni scorsi il quadro clinico era progressivamente peggiorato. I medici avevano avviato la terapia del dolore e una graduale de-escalation degli interventi non strettamente salvavita. L’ultimo bollettino parlava di condizioni in ulteriore aggravamento, un quadro che lasciava poche speranze. Poi, questa mattina, l’improvviso e irreversibile peggioramento che non ha lasciato scampo al bambino, definito col cuore bruciato. L’azienda ospedaliera dei Colli ha espresso il proprio cordoglio alla famiglia, spiegando che il decesso è avvenuto a seguito di un quadro clinico precipitato in modo definitivo.

Accanto alla madre, Patrizia, erano presenti il legale della famiglia, Francesco Petruzzi, che ha dato la notizia della morte, e il cardinale Domenico Battaglia, che ha impartito l’estrema unzione al piccolo. Attorno a loro, il silenzio di una stanza d’ospedale diventata nelle ultime settimane il centro di una speranza sempre più fragile. Una speranza che si era trasformata in attesa, poi in angoscia, infine in un dolore che ora chiede risposte.

Ma è nella seconda parte di questa storia che si concentra ora l’attenzione. Perché la morte di Domenico non è soltanto la fine di una corsa contro il tempo, ma l’inizio di un’indagine. Tra i punti da chiarire ci sono le modalità di trasporto del cuore arrivato da Bolzano, trovato inglobato in un blocco di ghiaccio secco, e la decisione di procedere comunque all’impianto nonostante il sospetto di un grave danno da congelamento. Restano inoltre da accertare le ragioni per cui il cuore del piccolo sia stato espiantato prima di verificare le condizioni del nuovo organo. Sono interrogativi che ora attendono risposte precise, mentre una famiglia piange il proprio figlio e un’intera comunità si interroga su ciò che non avrebbe mai dovuto accadere.