
Una richiesta rompe il silenzio e scuote una vicenda già segnata da lutto e incertezze. Non è una rivendicazione di vendetta, ma la ricerca esplicita della verità. Arriva da Anguillara Sabazia, dove la drammatica morte di Federica Torzullo ha già sconvolto la comunità, e aggiunge un nuovo tassello a una vicenda segnata da dubbi e contraddizioni. La voce è quella di Stefania Torzullo, sorella della vittima, che in una lettera letta in televisione chiede chiarezza su quanto accaduto e sulle responsabilità reali dietro la brutale uccisione della donna.

Anguillara e la richiesta di verità sulla morte di Federica Torzullo
Stefania Torzullo ha scelto parole nette, senza mediazioni. Vuole incontrare Claudio Carlomagno, l’ex marito di Federica Torzullo, uccisa nella notte tra l’8 e il 9 gennaio. Lo ha scritto in una lettera resa pubblica durante la trasmissione Quarto Grado, dove il suo messaggio è stato letto integralmente: “È doveroso per me, sorella della vittima, incontrare Claudio. Sta mentendo e continua a mentire su quello che è successo a mia sorella”.
Non è solo una richiesta personale. Nelle righe della lettera emerge la convinzione che la verità processuale, per quanto già avviata, non sia completa. Stefania parla di un piano che “non poteva essere svolto in così poco tempo” e che, soprattutto, “non poteva derivare da una furia momentanea”. Parole che introducono un dubbio preciso: l’ipotesi che Federica Torzullo non sia stata vittima di un gesto isolato, ma di un’azione più articolata, forse condivisa.

Anguillara, le indagini e l’ipotesi del complice mai confermata
La convinzione della sorella di Federica Torzullo si scontra, almeno per ora, con lo stato delle indagini. Al momento, l’unico indagato resta Claudio Carlomagno. L’ipotesi di un complice, inizialmente presa in considerazione anche dalla procura, non ha trovato riscontri investigativi certi. Gli inquirenti, allo stato attuale, non hanno elementi sufficienti per coinvolgere altre persone nel femminicidio.
Un punto fermo riguarda i genitori dell’uomo: Maria Messenio, ex assessora alla Sicurezza di Anguillara Sabazia, e Pasquale Carlomagno. Secondo quanto accertato, nessuno dei due avrebbe aiutato il figlio né sarebbe stato a conoscenza dell’omicidio. In buona fede, avevano creduto alla versione fornita da Claudio Carlomagno, quella di un allontanamento volontario della nuora. Una convinzione crollata dopo il ritrovamento del corpo. Pochi giorni più tardi, entrambi si sono tolti la vita, aggiungendo un ulteriore livello di tragedia a una storia già segnata da perdite irreparabili.
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