
Un messaggio arrivato alla persona che, più di tutte, avrebbe potuto immaginare il dolore di quelle parole. È uno degli ultimi tasselli emersi nella ricostruzione della tragedia che ha coinvolto Lorena Isceri e il suo ex compagno Federico Vella. La donna è stata uccisa dopo essere stata sequestrata e trasportata fino al viadotto Lora dell’A1, dove è stata gettata nel vuoto. Poco dopo, lo stesso uomo si è tolto la vita lanciandosi dal cavalcavia. Ora, mentre gli investigatori cercano di ricostruire ogni momento della vicenda, emergono nuovi dettagli sui rapporti tra i due e soprattutto su ciò che sarebbe accaduto prima del gesto finale.

Il messaggio alla madre di Lorena
Prima di raggiungere il viadotto e mettere fine alla propria vita, Vella avrebbe scritto alla madre di Lorena. Il contenuto del messaggio sarebbe stato legato proprio alla morte della figlia. Un particolare che assume un peso ancora maggiore alla luce di quanto ricostruito sul rapporto tra l’uomo e la famiglia della donna.
Dopo la separazione, infatti, Vella avrebbe continuato a cercare un contatto con l’ex compagna. Non si sarebbe limitato a tentare di raggiungere Lorena, ma avrebbe contattato anche sua madre. La donna, secondo quanto riferito, gli avrebbe chiesto più volte di interrompere ogni contatto.
Dietro la tragedia ci sarebbe una relazione ormai arrivata al capolinea. Secondo le prime ricostruzioni, Lorena avrebbe deciso di lasciare Vella dopo aver scoperto un presunto tradimento. La fine del rapporto, però, non sarebbe stata accettata dall’uomo, che avrebbe cercato ripetutamente di riconquistare la donna. La situazione avrebbe finito per spaventare Lorena, tanto da spingerla a tornare temporaneamente a Squinzano, in Puglia, nella sua casa d’origine, durante il periodo delle vacanze estive.
I familiari hanno raccontato che la donna aveva paura dell’ex compagno. Nonostante questo, non avrebbe presentato una denuncia nei suoi confronti, anche per il timore che una simile scelta potesse avere conseguenze sulla vita dell’uomo.
L’agguato nel garage
La tragedia è poi entrata nella fase più drammatica a Firenze. Lorena si trovava nel garage della propria abitazione, a Rifredi, quando sarebbe stata aggredita dall’ex compagno. Un luogo familiare che si è trasformato nel teatro dell’inizio del dramma. Secondo gli elementi raccolti dalla Procura, alcuni oggetti trovati in possesso di Vella avrebbero fatto emergere l’ipotesi che l’azione non fosse stata improvvisata, ma preparata in precedenza.
L’uomo avrebbe immobilizzato Lorena e l’avrebbe caricata nel bagagliaio della sua stessa automobile.
Nonostante la situazione disperata, Lorena avrebbe trovato un modo per chiedere aiuto. Nel bagagliaio era presente uno zaino contenente un telefono di servizio. La donna sarebbe riuscita a raggiungerlo e a utilizzarlo per lanciare l’allarme. Prima avrebbe inviato un messaggio vocale a un amico, chiedendo aiuto. Successivamente sarebbe riuscita a contattare direttamente la polizia. In quella telefonata avrebbe spiegato di essere stata rapita e avrebbe comunicato agli agenti di temere per la propria vita.
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