La corsa fino al viadotto
Gli elementi raccolti dagli investigatori permettono di ricostruire poi gli ultimi momenti della vita di Lorena.
Vella avrebbe raggiunto il viadotto Lora dell’autostrada A1 portando con sé la donna. È lì che si sarebbe consumato l’epilogo della vicenda.
Secondo quanto emerso dalle indagini, Lorena sarebbe stata ancora viva quando è stata gettata dal cavalcavia, sebbene fosse priva di sensi.
Quando le forze dell’ordine sono arrivate sul posto, Vella si trovava già sul bordo del viadotto. Gli agenti avrebbero tentato di instaurare un dialogo con lui, senza però riuscire a convincerlo a desistere.

La telefonata alla madre di Vella
Prima di compiere il gesto estremo, l’uomo avrebbe contattato anche la propria madre.
Della conversazione non sono stati resi noti tutti i dettagli. Ma subito dopo quella telefonata sarebbe stata proprio la donna a rivolgersi alla polizia.
Agli agenti avrebbe riferito una circostanza drammatica: il figlio le aveva confessato di aver ucciso l’ex fidanzata.
Poco dopo, Vella si sarebbe lanciato dallo stesso viadotto dal quale aveva fatto precipitare Lorena.
Gli ultimi elementi al vaglio degli investigatori
Adesso l’attenzione degli inquirenti è concentrata sulla sequenza precisa degli eventi e sui segnali che potrebbero aver preceduto il femminicidio.
Il messaggio alla madre di Lorena, i contatti insistenti dopo la fine della relazione, le paure confidate ai familiari e gli oggetti trovati con Vella sono tutti elementi che vengono valutati nella ricostruzione.
Tra le ipotesi investigative c’è anche quella della premeditazione, alla luce degli elementi rinvenuti e delle modalità con cui sarebbe stata organizzata l’aggressione.
Una ricostruzione che dovrà ora essere completata attraverso gli accertamenti degli investigatori, mentre restano da chiarire nel dettaglio tutti i passaggi che hanno portato dalla fine della relazione alla tragedia consumata sul viadotto.