
Il dolore della famiglia di Federica Torzullo è tornato al centro dell’udienza davanti alla Corte d’assise di Roma. Roberta Virgulti, madre della donna di 41 anni uccisa dall’ex marito Claudio Agostino Carlomagno, ha raccontato il peso di quel confronto in aula, segnato anche dal mancato incrocio di sguardi con l’imputato.
Nel procedimento, che riguarda l’uccisione della donna avvenuta secondo l’accusa nel contesto della fine della relazione, si è discusso anche della legittimità costituzionale del nuovo reato di femminicidio. La richiesta della difesa di investire la Consulta è stata respinta dai giudici, consentendo al processo di proseguire.

Femminicidio Federica Torzullo, il confronto tra la madre e Carlomagno
All’uscita dall’aula, Roberta Virgulti ha riferito ai giornalisti la sofferenza provata nel ritrovarsi davanti a Claudio Agostino Carlomagno, che ha confessato l’omicidio della figlia. «È dura, da qui all’eternità sarà sempre dura. Non ha avuto neanche il coraggio di guardarmi in faccia, dopo il rapporto che aveva con me».
La madre di Federica Torzullo ha ricordato che, anche dopo la separazione tra la figlia e il marito, aveva cercato di mantenere con lui un rapporto umano. «Lui mi aveva chiesto, nonostante la separazione, se i nostri rapporti sarebbero rimasti gli stessi e io glielo avevo garantito. E oggi non è riuscito a guardarmi in faccia».
Nel suo racconto emergono le conseguenze della vicenda sull’intera famiglia della vittima. «Quello che ha fatto è qualcosa di atroce, ha fatto di tutto a mia figlia, è stato un massacro. Ha voluto cancellare tutto quello che eravamo perché lui con noi non stava male, stava bene. Ha voluto cancellare perché non avrebbe fatto più parte come prima di questa realtà, quindi lui ha voluto disintegrare tutti noi».

Il delitto di Federica Torzullo e le contestazioni della Procura
Il corpo di Federica Torzullo è stato rinvenuto il 18 gennaio 2026 ad Anguillara Sabazia, sepolto alle spalle della sede dell’azienda dell’ex marito. Secondo la ricostruzione dell’accusa, la 41enne sarebbe stata colpita con 23 coltellate nella villetta dove viveva con Carlomagno e con il loro figlio di 10 anni.
La Procura ritiene che il movente sia connesso alla scelta della donna di porre definitivamente fine al rapporto. Stando agli elementi illustrati nel procedimento, Carlomagno avrebbe dovuto lasciare l’abitazione familiare, mentre il figlio sarebbe rimasto affidato esclusivamente alla madre.
L’imputato, 45 anni, ha confessato l’omicidio. Deve rispondere di femminicidio aggravato dalla premeditazione e dal rapporto coniugale, nonché di occultamento e vilipendio di cadavere. Sarà il processo a definire nel dettaglio tutte le responsabilità penali contestate.
Si sono costituiti parte civile Stefano e Roberta, genitori di Federica e oggi tutori legali del nipote, oltre alla sorella Stefania. Sono state ammesse anche associazioni attive nella tutela delle vittime di violenza.
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