La difesa di Carlomagno e la questione sul reato di femminicidio
Uno dei passaggi più rilevanti dell’udienza ha riguardato l’istanza presentata dall’avvocato Andrea Miroli, difensore di Carlomagno. Il legale ha sollevato una questione di legittimità costituzionale sull’articolo 577 bis del codice penale, che disciplina il reato di femminicidio.
Secondo la tesi della difesa, la disposizione potrebbe entrare in contrasto con il principio di uguaglianza previsto dall’articolo 3 della Costituzione, poiché introdurrebbe una differenziazione tra vittime fondata sul sesso.
Il difensore ha inoltre contestato il sistema sanzionatorio, richiamando l’articolo 27 della Costituzione e il principio di proporzionalità. La fattispecie prevede l’ergastolo quale pena base e stabilisce limiti alla riduzione della pena anche in presenza di attenuanti.
Per queste ragioni, Miroli aveva chiesto di sospendere il processo e di trasmettere gli atti alla Corte costituzionale. La Corte d’assise ha però respinto l’istanza, ritenendo che non vi fossero i presupposti per il rinvio alla Consulta.
Le parti civili: «È un reato che punisce il dominio e la prevaricazione»
Di segno opposto la posizione delle parti civili. L’avvocato Nicodemo Gentile, che assiste i genitori di Federica Torzullo insieme alla collega Pierina Manca, ha sottolineato il valore della nuova fattispecie introdotta nell’ordinamento.
«Oggi siamo di fronte a una nuova pagina della storia perché si chiede alla giustizia italiana di fare quel salto in avanti e la rivoluzione culturale deve partire anche dalle aule di giustizia», ha dichiarato il legale.
Secondo Gentile, il reato di femminicidio non configurerebbe un privilegio legato al sesso della vittima, ma individuerebbe la specificità degli omicidi maturati in situazioni di possesso, controllo e prevaricazione. L’avvocato ha richiamato anche il caso di Giulia Tramontano, sostenendo che la nuova normativa avrebbe potuto avere conseguenze sul trattamento delle aggravanti.
Sulla stessa linea si è espresso l’avvocato Carlo Mastropaolo, rappresentante della sorella della vittima. Per il legale, l’elemento centrale della fattispecie è il movente riconducibile alla volontà di sopraffare la donna.
Il suicidio dei genitori dell’imputato e l’indagine della Procura
La vicenda processuale si intreccia con un’altra tragedia, verificatasi nei giorni successivi al ritrovamento del corpo di Federica Torzullo. Il 24 gennaio, i genitori di Carlomagno, Maria Messenio e Pasquale Carlomagno, sono stati trovati senza vita nella loro abitazione: secondo quanto riportato, si sono tolti la vita.
Messenio, già agente di Polizia e assessora alla Legalità del Comune di Anguillara Sabazia, aveva lasciato l’incarico pubblico dopo il delitto. La coppia era stata bersaglio di pesanti attacchi sui social network.
La Procura di Civitavecchia ha aperto un fascicolo per istigazione al suicidio, con accertamenti finalizzati a verificare se possano emergere eventuali responsabilità connesse alla loro morte. Al momento, resta da chiarire l’esito dell’indagine e ogni conclusione spetterà agli inquirenti.
