
Femminicidio Torzullo, come sono morti i genitori di Carlomagno: “Li hanno trovati così”. Atroce. Resta al centro dell’attenzione la vicenda legata alla morte dei genitori di Claudio Carlomagno, maturata dopo il femminicidio di Federica Torzullo. Gli accertamenti e le ricostruzioni riportano un quadro segnato da pressioni crescenti, minacce e sospetti investigativi, in un contesto che avrebbe contribuito a un isolamento progressivo della coppia.

I sospetti iniziali su Pasquale Carlomagno nelle ore del delitto
Nelle prime fasi dell’inchiesta, un’ipotesi non supportata da elementi concreti ha interessato anche Pasquale Carlomagno, padre dell’uomo accusato dell’omicidio. Secondo quanto riporta Open, la mattina in cui sarebbe avvenuto il delitto, verosimilmente durante la notte, Pasquale Carlomagno si sarebbe recato presso la villetta di via Costantino, abitazione dove Claudio Carlomagno e Federica Torzullo vivevano e che risultava prossima a essere lasciata.
Le telecamere di sicurezza lo avrebbero ripreso davanti al cancello poco dopo le 7 del mattino, mentre attendeva senza ottenere risposta. «Doveva portarmi le chiavi dell’azienda», avrebbe poi dichiarato Claudio Carlomagno in un interrogatorio ritenuto in più punti non veritiero, sostenendo di non aver sentito citofono e telefono. Nella ricostruzione degli inquirenti, in quelle stesse fasi l’uomo avrebbe ripulito l’area del delitto e, poco dopo, sarebbe uscito con il corpo della moglie nel bagagliaio.

Rapporti familiari complessi e dichiarazioni rese ai carabinieri
Secondo quanto emerso, i rapporti tra padre e figlio non sarebbero stati sereni, pur condividendo la titolarità di una ditta di movimentazione terra. Nelle dichiarazioni iniziali ai carabinieri, Pasquale Carlomagno avrebbe riferito che quella mattina Claudio era al lavoro, fornendo di fatto un elemento che, in un primo momento, poteva apparire come un riscontro a favore del figlio. Successivamente avrebbe precisato: «Almeno così mi aveva detto lui».
La possibilità che qualcuno potesse aver aiutato Carlomagno, considerati poco compatibili i tempi indicati per le azioni successive all’omicidio, ha portato gli investigatori a valutare anche quel passaggio. Tuttavia, allo stato, non sarebbero stati raccolti elementi tali da indicare una consapevolezza o un coinvolgimento del padre.
Scopriamo tutti i dettagli nella pagina successiva