
Roma, Palazzo Madama. Una votazione in apparenza procedurale in Commissione Esteri ha innescato un duro scontro interno al Partito Democratico, con accuse reciproche e un confronto degenerato fino a sfiorare lo scontro fisico tra due senatori dello stesso gruppo.
Al centro della vicenda c’è l’elezione di Maurizio Gasparri alla presidenza della Commissione Esteri. Secondo quanto riferito nel corso delle discussioni interne, quattro voti favorevoli sarebbero arrivati da esponenti dem, nonostante l’indicazione ufficiale del gruppo fosse quella di astenersi. Un passaggio che ha alimentato tensioni già presenti e ha aperto un caso politico nel partito.


Tensione nel Pd dopo la Commissione Esteri: il nodo dei voti a Gasparri
La contestazione è esplosa durante un’assemblea interna del gruppo, nella quale il capogruppo Pd in commissione, Alessandro Alfieri, ha denunciato l’accaduto parlando di “ordini violati”. La formula, riportata nel dibattito, ha segnato l’inizio di un confronto particolarmente aspro tra le diverse componenti del partito.
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