Terremoto in Papua Nuova Guinea: area ad alta sismicità nel Pacifico
La Papua Nuova Guinea rientra nella cosiddetta Cintura di Fuoco del Pacifico, una delle zone più attive al mondo per terremoti ed eruzioni vulcaniche. In questo contesto, il bacino di Manus è considerato un settore particolarmente complesso dal punto di vista geologico.
Nell’area interagiscono la placca Australiana e la placca del Pacifico, insieme a diverse microplacche in costante movimento, tra cui la placca del Nord Bismarck e quella del Sud Bismarck.
Mar di Bismarck e placche tettoniche: cosa succede nel bacino di Manus
La dinamica tra questi blocchi crostali avviene lungo faglie attive, con scorrimenti laterali e, in alcuni punti, con fenomeni di espansione oceanica profonda. A rendere il quadro più instabile contribuisce anche la subduzione della placca del Mar di Salomone, che sprofonda gradualmente nel mantello terrestre accumulando tensioni.
Perché i terremoti sono frequenti nella regione della Nuova Guinea
Quando l’attrito tra le grandi masse rocciose viene superato, l’energia accumulata si libera sotto forma di onde sismiche, generando terremoti anche di forte intensità, come quello rilevato nelle ultime ore.
L’area della Nuova Guinea, secondo i dati storici, è interessata da eventi sismici ricorrenti: dal 1900 sono stati registrati oltre venti terremoti con magnitudo superiore a 7.5 nella regione circostante.
In passato, forti scosse nel Mar di Bismarck sono state registrate nel 1906, nel 1922 e nel 1941, con episodi che hanno provocato anche maremoti locali e ripercussioni sugli arcipelaghi vicini, tra cui Nuova Britannia e Nuova Irlanda.
Nessuna allerta tsunami dopo la scossa di magnitudo 5.8
Al momento non risultano segnalazioni di danni gravi né è stata diramata un’allerta tsunami in relazione alla scossa di magnitudo 5.8. Le autorità e i centri di monitoraggio continuano a seguire l’evoluzione della situazione in un’area considerata tra le più instabili dal punto di vista geologico.